Lombardia in zona gialla dal 26 aprile/ E così altre 12 Regioni e 2 Pa: cosa cambia

- Silvana Palazzo

Lombardia in zona gialla dal 26 aprile: è ufficiale. E così altre 12 Regioni e 2 Province autonome. Cosa cambia, le regole previste dal decreto riaperture

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Milano durante il lockdown (LaPresse)

Ora è ufficiale: la Lombardia è tra le Regioni in zona gialla. Lo ha annunciato il presidente Attilio Fontana: “È ufficiale, da lunedì la Lombardia è in fascia gialla“. La conferma è arrivata direttamente da Roma: “Me lo ha appena comunicato il ministro della Salute Roberto Speranza“. Per il governatore lombardo non è una notizia inaspettata, bensì una “conferma che aspettavamo visto che i dati, grazie all’impegno di tutti, sono in miglioramento da giorni“. Fontana ha poi concluso con un richiamo ai cittadini lombardi: “Sono convinto che sapremo non disperdere questa opportunità“. Sperava nella zona gialla la Puglia, che è rimasta per qualche ora in bilico, ma invece dalla zona rossa passa in arancione.

In zona gialla, invece, oltre alla Lombardia finiscono, in base a quanto deciso dalla Cabina di Regia, Friuli-Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Veneto, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Abruzzo, Umbria, Marche, Campania, Molise. Una “valanga gialla” quella che emerge dalla Cabina di regia che ha valutato i dati del nuovo monitoraggio Iss.

LOMBARDIA IN ZONA GIALLA CON ALTRE 12 REGIONI E 2 PA

Una svolta importante per gran parte dell’Italia, perché viste le regole fissate dal decreto riaperture, questo vuol dire che dal 26 aprile nelle regioni in zona gialla possono riaprire ristoranti, via libera anche a sport e spettacoli all’aperto, cinema e teatri, con specifiche limitazioni. Ma soprattutto da lunedì prossimo saranno possibili gli spostamenti tra queste regioni che sono in zona gialla, anche per turismo e senza la necessità di autocertificazione o green pass (se non per gli spostamenti che avvengono durante il coprifuoco). Quello di oggi è, dunque, un crocevia importante per milioni di italiani per quanto riguarda le riaperture. Le regioni che passano in zona gialla hanno indice Rt sotto l’1 da almeno due settimane e un tasso di incidenza inferiore ai 200 contagi per mille abitanti. Si tratta quindi di parametri compatibili con lo scenario di tipo 1 di rischio basso e moderato. Nelle scorse ore comunque alcuni governatori si sono sbilanciati confermato il cambio di colore, a partire da Toti per la Liguria, Zingaretti per il Lazio e Bonaccini per l’Emilia-Romagna.

ZONA GIALLA, COSA CAMBIA: LE REGOLE

In base al decreto riaperture, dal 26 aprile 2021 sono consentiti gli spostamenti tra le Regioni diverse nelle zone bianca e gialla. Fino al 15 giugno 2021 è consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata una volta al giorno, dalle 5 alle 22, a 4 persone oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. Dal 26 aprile e fino alla fine dell’anno scolastico si torna in classe anche nelle scuole superiori (secondarie di secondo grado). La presenza a scuola è garantita in zona gialla dal 70% al 100%. Per quanto riguarda l’università, le attività si svolgono prioritariamente in presenza. Riaprono i ristoranti a pranzo e a cena, ma all’aperto. E riaprono al pubblico in zona gialla cinema, teatri, sale concerto, live club. È necessario che ci siano posti a sedere preassegnati, oltre una distanza di un metro l’uno dall’altro. Per quanto riguarda la capienza massima consentita, è del 50% di quella massima autorizzata, ma comunque non superiore a 500 spettatori al chiuso e mille all’aperto. Lo sport è consentito lo svolgimento all’aperto di qualsiasi attività sportiva anche di squadra e di contatto. Dal 15 maggio 2021 saranno consentite le attività delle piscine all’aperto, invece dal 1° giugno, quelle delle palestre.

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