Lombardia, morto 1 malato su 2 terapia intensiva/ Coronavirus, studio: 80% intubati

- Silvana Palazzo

Coronavirus Lombardia, morto un malato su 2 in terapia intensiva. Lo studio del Policlinico di Milano: 80% intubati, gli altri con mascherine per ossigeno e caschi per ventilazione C-Pap

Enrico Bucci
Lapresse

Nella Regione Lombardia un malato su due ricoverati in terapia intensiva è morto. Il dato scioccante, che conferma quanto sia stato forte l’impatto della malattia Covid-19, è emerso da uno studio su circa 1.600 ricoveri in terapia intensiva avvenuti in Lombardia. La ricerca è stata svolta da un team del Policlinico di Milano, che ha in Giacomo Grasselli il ricercatore principale. Si tratta del responsabile dell’Anestesia e Terapia intensiva adulti dell’Irccs di via Sforza. È uno dei due contributi pubblicati sulla rivista scientifica Jama che fotografano le prime settimane dell’emergenza coronavirus. La percentuale relativa alla mortalità è molto bassa per tutte le persone risultate positive, ma nei pazienti più gravi sale al 49 percento. «In pratica una persona su due ricoverata in Terapia intensiva non sopravvive al contagio». I decessi risultano più numerosi tra pazienti anziani e con patologie pregresse. Quasi 7 pazienti Covid-19 su 10 avevano almeno un problema di salute prima di essere contagiati.

CORONAVIRUS LOMBARDIA, MORTO 1 MALATO SU 2 IN TERAPIA INTENSIVA

La maggior parte dei pazienti ha avuto bisogno di un aiuto alla respirazione. Secondo questo studio, l’80 per cento dei malati è stato intubato, invece gli altri hanno avuto bisogno di un supporto tramite mascherine per l’ossigeno o caschi per la ventilazione C-Pap. La pandemia scatenata da Sars-CoV-2 non ha solo cambiato le nostre vite, ma il modo di affrontare le malattie da parte del sistema sanitario. Per questo è importante l’identikit del paziente positivo al coronavirus. Secondo i dati riportati, che secondo Giacomo Grasselli devono essere considerati preliminari, circa l’80 per cento dei positivi nella Regione Lombardia mostra sintomi lievi, come febbre e tosse secca, quindi non richiedono cure particolari. Nel restante 20 per cento si sviluppa invece in maniera più seria, tale da richiedere il ricovero. «Serviranno ulteriori studi, per valutare ad esempio l’impatto dell’intubazione per tempi prolungati». Ma l’obiettivo è anche quello di migliorare protocolli e terapie per contrastare le forme più gravi di Covid-19.



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