Luca Sacchi/ Gip “versione Anastasiya inverosimile”, nuovo arresto padre De Propris

- Emanuela Longo

Omicidio Luca Sacchi, gip: nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere per Armando De Propris e su Anastasiya “versione lacunosa”

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Il caso di Luca Sacchi (Foto La Vita in Diretta, Rai Uno)

Due novità, oggi, in merito al caso dell’omicidio del giovane Luca Sacchi. La prima riguarda la posizione di uno degli indagati, la quale rischia di aggravarsi sempre di più con il passare delle ore. Si tratta di Armando De Propris, padre di Marcello, il ragazzo di San Basilio che armò Valerio Del Grosso, vero autore dello sparo mortale. Il gip di Roma, come spiega Quotidiano.net, ha emesso una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’uomo, già arrestato per possesso di 1 kg di droga lo scorso novembre ed al quale ora viene contestata la detenzione illegale della pistola calibro 38 usata da Del Grosso e mai ritrovata. Secondo quanto spiegato dal giudice per le indagini preliminari, “l’ipotesi investigativa è che l’arma fornita da Marcello De Propris a Del Grosso sia stata data al primo dal padre”. Nei suoi confronti i pm avevano già avanzato la richiesta di arresto per la detenzione dell’arma che però non era stata subito accolta dal gip per via della “mancanza di gravi indizi di colpevolezza”. La decisione del giudice è scattata in seguito agli ultimi sviluppi investigativi.

OMICIDIO LUCA SACCHI, GIP “ANASTASIYA LACUNOSA”

Le novità giunte nella giornata odierna in merito al caso Luca Sacchi riguardano anche la fidanzata Anastasiya. Il gip si è espresso sulle sue dichiarazioni rese otto giorni fa nel corso dell’interrogatorio di garanzia nel quale la giovane baby-sitter ucraina aveva parlato per la prima volta difendendosi ed accusando Giovanni Princi, amico della vittima. Le sue parole, tuttavia, sono state definite dal gip “lacunose, inverosimili e in più punti scarsamente plausibili” e per questo non sarebbero state sufficienti a revocare la misura dell’obbligo di firma. Respinta, quindi, l’istanza presentata dall’avvocato Giuseppe Cioncioni, legale della ragazza. Secondo quanto dichiarato dal giudice De Robbio, “il quadro indiziario e cautelare resta grave” e “non può essere scalfito” dalle “dichiarazioni inidonee” della Kylemnyk, in quanto un “soggetto interessato e non obbligato a rispondere dicendo la verità”.



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