Lucio Battisti/ La rottura con Mogol e il ritiro dalla musica: “Accusato di fascismo”

- Alessandro Nidi

Lucio Battisti, la versione di Mogol sulla fine del loro rapporto professionale e sull’allontanamento dell’artista dalle scene

Il cantautore Lucio Battisti
Il cantautore Lucio Battisti

Lucio Battisti rappresenta senza dubbio uno dei più grandi interpreti della scena musicale italiana degli anni Sessanta e Settanta, che dominò letteralmente insieme a Mina. Oltre all’incommensurabile talento di entrambi, questi due protagonisti della nostra canzone sono accomunati da un altro fattore: entrambi, a un certo punto delle loro carriere, decisero di eclissarsi, di scomparire gradualmente dalle scene, di fatto di ritirarsi. Battisti non chiarì mai le ragioni del suo allontanamento dal mondo della musica, anche se Mogol spiegò che, a suo modo di vedere, sarebbe stata un’errata percezione politica delle sue canzoni a provocare il disamoramento dell’artista nei confronti della sua professione.

Addirittura, lo stesso paroliere ha reso noto di essere stato lui stesso a consigliare a Lucio Battisti il ritiro. L’ha fatto in un’intervista concessa al quotidiano “La Repubblica”, nella quale ha affermato che il 1968 fu un anno terribile: “O eri falce e martello o eri un fascista, per quello dissi a Lucio di ritirarsi. Meglio stare a casa che essere contestato durante i concerti. Addirittura, ci accusarono di essere fascisti perché nel testo de ‘La collina dei ciliegi’ venivano nominati i ‘boschi di braccia tese’. Ma era un’invocazione, i palmi levati l’uno verso l’altro sono diventati saluti fascisti. Che follia”.

LUCIO BATTISTI E LA FINE DEL SUO RAPPORTO CON MOGOL

Addirittura, Lucio Battisti nel 1979 affermò alla radio di avere scelto la strada del silenzio stampa: “Devo distruggere l’immagine squallida e consumistica che mi hanno cucito addosso. Non parlerò mai più, perché un artista deve comunicare solo per mezzo del suo lavoro. L’artista non esiste. Esiste la sua arte”. Intanto, anche il suo fortunato e prolifico sodalizio con Mogol si concluse e lo stesso paroliere, pur non amando parlare dell’argomento (“Delle persone io dico bene, oppure taccio. In questo caso taccio”) ha fatto capire che fu Grazia Letizia Veronese la causa della loro separazione.

La moglie di Battisti, con cui si era sposata il 3 settembre 1976, a suo dire avrebbe infatti spesso interferito nel rapporto tra suo marito e Mogol, esortando il consorte a non assecondare il suo paroliere nella questione dei diritti d’autore, che causò la rottura della loro unione professionale, facendo anche in modo che i rapporti tra i due rimanessero tesi. Dalla Veronese, Battisti ebbe un unico figlio, Luca Filippo Carlo, anch’egli affermatosi nel settore musicale.

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