Luigi De Magistris condannato per diffamazione/ “Murone parte offesa? Mai citato”

- Emanuela Longo

Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, condannato a Lamezia Terme per diffamazione ai danni del giudice Murone: la sua reazione

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Luigi De Magistris, video Facebook

Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, è stato condannato dal Tribunale di Lamezia Terme per diffamazione. Ad annunciarlo in un video postato su Facebook è stato lo stesso primo cittadino e candidato alla presidenza della Regione Calabria. Stando a quanto reso noto da Corriere della Calabria nella sua edizione online, l’ex pm è stato condannato a 4 mesi di reclusione (pena sospesa) e al risarcimento dei danni a favore della parte civile, ovvero giudice Salvatore Murone per via di alcune dichiarazioni definite diffamatorie, nel corso della puntata di Piazzapulita del 9 marzo 2017. In quella occasione De Magistris disse che l’inchiesta Why Not fu fermata “da un sistema criminale fatto di pezzi di politica, pezzi di Magistratura e pezzi di istituzioni, a danno dei presunti innocenti, perché se tu fermi un’indagine… e venuto fuori chiaramente che mi sono state scippate inchieste e che le inchieste non dovevano essere scippate”.

Secondo l’accusa quelle affermazioni “offendevano così la reputazione del magistrato Salvatore Murone destinatario individuabile delle riportate espressioni lesive, pur in assenza di indicazioni nominative, in quanto, all’epoca dei fatti, procuratore aggiunto della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, coordinatore del settore reati contro la Pubblica amministrazione, autore della relazione, datata 19 ottobre 2007, trasmessa con nota riservata alla Procura generale di Catanzaro in risposta alla richiesta di informazioni sul procedimento Why Not”.

LUIGI DE MAGISTRIS CONDANNATO PER DIFFAMAZIONE

De Magistris, dopo la condanna per diffamazione in primo grado, ha commentato la vicenda con un video su Facebook ritenendo la sentenza “ingiusta che non posso accettare e che sono certo verrà riformata da magistrati autonomi e indipendenti”. Parlando delle accuse, ha aggiunto: “Durante la trasmissione Piazza pulita del 9 marzo 2017, in un’intervista, affermo che l’indagine Why Not mi fu sottratta illecitamente e che fui vittima di un sistema criminale che operò ai miei danni. Dov’è la diffamazione? È provato dalla storia, dalle ultime dichiarazioni di Palamara. E come fa Murone a essere parte offesa di questo processo se in quella trasmissione non cito mai Murone e non fu lui a togliermi l’indagine?”. Nel corso del suo intervento video ha spiegato di non aver mai visto qualcosa di simile: “Mai visto un processo per diffamazione dove il fatto non esiste e la parte offesa mai citata”. Tuttavia, ha aggiunto, “Non mi faccio mettere il bavaglio nè intimidire da nessuno. Il tempo sarà galantuomo anche in questo caso”.



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