LUIGI RONI E’ MORTO/ Cantante lirico ucciso dal coronavirus, collaborò con Pavarotti

- Fabio Belli

Luigi Roni è morto. Cantante lirico ucciso dal coronavirus a 78 anni, collaborò con Luciano Pavarotti, Carreras e Placido Domingo.

Luigi Roni

Addio a 78 anni a Luigi Roni, nome estremamente conosciuto nel mondo della musica lirica. Il decesso, come precisato ufficialmente dai familiari, è avvenuto presso l’ospedale San Luca di Lucca, dove era ricoverato da una settimana dopo aver contratto il coronavirus. Una perdita pesante con  nella sua lunga carriera ha collaborato con Luciano Pavarotti, Carreras e Placido Domingo, un lutto per il mondo della cultura che si interroga su come il maestro possa essere stato contagiato. Probabilmente ha avuto un ruolo decisivo il funerale della moglie Yulija ai primi di marzo, presenziare alla funzione potrebbe essere stato fatale per Roni comunque provato per il dolore ma ancora in salute. In quel momento però il virus era già in circolo e secondo i medici potrebbe essere stato quello il momento che ha fatto venire in contatto il maestro con il covid-19. Le condizioni dell’artista sono progressivamente peggiorate con il passare dei giorni fino ad arrivare al ricovero presso l’ospedale San Luca di Lucca, col decesso avvenuto nella giornata del 26 marzo scorso e poi successivamente comunicato dalla famiglia alla stampa.

I RICORDI DEL MONDO DELLA LIRICA

Basso di fama mondiale, Luigi Roni è stato ricordato da molti appassionati del mondo della lirica. Questo il messaggio della Fondazione Cresci: “Vogliamo ricordarlo con le parole con le quali ha dato il triste annuncio il figlio “La musica è una di quelle vie per cui l’anima ritorna al cielo (Torquato Tasso)”. Mario Puppa, ex sindaco di Careggine e grande amico di Luigi Roni, ha scritto un post sul suo profilo Facebook: “Lui mi diceva sempre che non si può andare avanti con pane e salsiccia! Questa gente deve conoscere la grande musica, deve conoscere la grande musica, deve abituarsi all’opera e provare a entrare in contatto con i grandi autori“.  Il collega Nicola Alaimo, anch’egli basso di fama riconosciuta in tutto il mondo, ha ricordato Roni rievocandone: “la vocalità pazzesca, ampia, che riempiva la sala, la figura stupenda e l’interpretazione mai volgare”.

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