“M5s? Burattini di Casaleggio”/ In Francia “Vogliono reinventare la democrazia ma…”

- Silvana Palazzo

“M5s? Burattini di Casaleggio”, duro attacco dalla Francia: “Sono molto lontani dalla democrazia che dichiarano di voler reinventare”

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M5s: Luigi Di Maio, Beppe Grillo e Davide Casaleggio (LaPresse)

Il Movimento 5 Stelle sotto attacco. La novità è che non le critiche arrivano dall’estero. La vicenda, tutta ancora da chiarire, del presunto finanziamento arrivato dal Venezuela nel 2010 ha acceso ulteriormente i riflettori su M5s, che ha ovviamente fatto parlare di sé per la scalata degli ultimi anni. Una riflessione l’ha fatta Hakim El Karoui su L’Opinion, partendo dal libro di Giuliano da Empoli “Gli ingegneri del caos: Teoria e tecnica dell’Internazionale populista“, secondo cui il populismo trae il suo successo dalla gestione della rabbia. La Chiesa ha abbandonato da tempo questo ruolo, così pure i partiti di sinistra, quindi i populisti intercettano queste persone. Ma questa rabbia produce teorie cospirative, quindi non c’è da sorprendersi, secondo Hakim El Karoui se i populisti ne appoggiano qualcuna. «E poi, il più delle volte, quello che non dice la verità è più interessante di quello che dice la verità».

M5S SOTTO ATTACCO “BURATTINI DI CASALEGGIO”

Ma veniamo all’attacco diretto al Movimento 5 Stelle e a Beppe Grillo. Nella riflessione su L’Opinion viene riproposto il concetto dell’uno vale uno. «La parola vale quanto quella del miglior esperto in materia, non c’è mediazione e il successo può essere immediato». Gli ordini si invertono, le gerarchie vengono scombinate e ci si ritrova da spettatori ad attori. «Non resta che trovare un giullare come portavoce: è quello che ha fatto Gianroberto Casaleggio con Beppe Grillo per poi creare il Movimento 5 Stelle». Il loro successo sta anche nell’uso dei social, nella produzione di slogan. «La vita reale sta diventando digitale ed è tutt’altro che democratica». Hakim El Karoui fa poi riferimento alla Casaleggio Associati e alla vicenda della profilazione di massa attraverso Facebook e va pure oltre. «Controllava le password delle caselle di posta e gli account Facebook dei parlamentari da lui eletti: erano i suoi burattini. Con l’era digitale, la vita politica diventa un teatro, il teatro del populismo, lontano, molto lontano dalla democrazia che dichiara di reinventare».

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