M5s vuole ‘scalare’ Mps?/ Grillini fanno slittare vendita: Cda riunito giovedì ma…

- Niccolò Magnani

Caso Mps, il M5s tenta in extremis di ritardare la vendita a privati (per invece tenerla nazionalizzata): Cda si riunisce giovedì, le prossime mosse

Gualtieri e Ruocco
Roberto Gualtieri e Carla Ruocco, Commissione Banche (LaPresse)

Dopo la recente condanna degli ex vertici di Monte dei Paschi di SienaAlessandro Profumo e Fabrizio Viola – qualcosa sembra essersi “sbloccato” nei palazzi del Governo attorno all’infinito “caso” Mps: ne avevamo già parlato qualche giorno fa con il retroscena svelato da Fabrizio d’Esposito in esclusiva per il Sussidiario.net, oggi è invece Camilla Conti su La Verità ad aggiungere una ulteriore “puntata” alla querelle sulla tormentata banca senese. «La strategia grillina di lasciare il Monte dei Paschi nelle mani dello Stato è fallita dopo le elezioni regionali», spiega la collega oggi su La Verità, con la conferma avuta poi dal recente decreto del Premier Conte dove si esplicita l’intenzione di vendere e privatizzare Montepaschi. Per i grillini invece la “bad bank” doveva essere nazionalizzata e in più occasioni lo scontro acceso tra Gualtieri e i vertici M5s ha portato all’impasse completo sul tema: il sottosegretario al Mef, Alessio Villarosa, ha da tempo ribadito l’importanza di mantenere la partecipazione dello Stato nella guida di Mps. «A mio avviso si potrebbero cedere le filiali e gli sportelli a uno o più soggetti nazionali, ad esempio alla Popolare di Bari per creare la banca del Sud oppure ad altri istituti, per creare un terzo-quarto player nazionale e trasformare la restante parte di Mps in una bad bank nazionale fondendola anche con Amco», diceva Carla Ruocco, presidente della Commissione Banche, solo lo scorso settembre a Repubblica.

MPS, LE “STRATEGIE” DEL MOVIMENTO 5 STELLE

Ora però con il recente decreto a firma Conte, Patuanelli (che è pure lui un 5Stelle) e e Gualtieri lo schema del Movimento sembrava “impantanato”: La Verità informa però di un estremo tentativo di “scalare” la banca senese, nel senso di ritardare il più possibile una privatizzazione ad oggi non messa in discussione da Palazzo Chigi. Il “grimaldello” politico sarebbe la recente vicenda giudiziaria alzatasi a Milano: «sfruttando il fardello delle numerose cause legali in capo a Rocca Salimbeni anche alla luce della recente decisione dei giudici di condannare (in primo grado) gli ex vertici del Monte, Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, per aggiotaggio e false comunicazioni sociali rispetto ai bilanci 2015-2018», scrive ancora Camilla Conti in vista del Cda che il prossimo 29 ottobre si riunirà per dirimere gli effetti della condanna di Viola e Profumo. Non solo, risulta al quotidiano diretto da Maurizio Belpietro che alcuni membri Cda considerati vicini ai 5 stelle – l’ ad Guido Bastianini, Rita Laura D’ Ecclesia, Rosella Castellano, Raffaele Di Raimo – abbiano sollecitato la presidente Patrizia Grieco per la convocazione urgente del Consiglio allo scopo di riesaminare un’eventuale azione di responsabilità nei confronti degli ex vertici condannati. Resta da capire se l’intero board degli altri 11 amministratori si renderà disponibile ad un ulteriore rinvio della messa sul mercato di Mps: intanto la priorità resta la vendita dell’ultima “zavorra” da 8 miliardi di euro di crediti deteriorati ad Amco, la “bad bank” del Ministero dell’Economia, come previsto dal decreto siglato da Conte, ma potrebbero non essere finiti i “tentativi” dei gruppi grillini di contrastare la maggioranza dem nel voler rendere di nuovo privata Montepaschi.

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