Macron: “Ucciso al-Sahrawi”/ Capo jihadista del Gran Sahara eliminato dai francesi

- Davide Giancristofaro Alberti

Il capo jihadista del Gran Sahara, gruppo di terroristi molto attivo in Africa, Adnan Abou Walid al-Sahrawi, è stato ucciso dai francesi: lo ha annunciato Macron

Macron, Presidente Francia
Emmanuel Macron, Presidente Francia (LaPresse, 2021)

Il presidente francese Macron ha annunciato via Twitter l’uccisione del capo del gruppo jihadista “Stato Islamico del Gran Sahara” (in francese Eigs), Adnan Abou Walid al-Sahrawi. “Questo è un altro grande successo nella nostra lotta contro i gruppi terroristici nel Sahel”, l’annuncio dell’inquilino dell’Esileo attraverso i suoi canali social, che poi ha aggiunto “La Nazione questa sera pensa a tutti i suoi eroi morti per la Francia nel Sahel nelle operazioni Serval e Barkhane, alle famiglie in lutto, a tutti i suoi feriti. Il loro sacrificio non è vano. Con i nostri partner africani, europei e americani, continueremo questa battaglia”.

L’Eigs è considerato uno dei gruppi più attivi a livello terroristici in Africa, ed in particolare fra i maggiori responsabili degli attentati a cavallo fra il Malo, il Niger e il Burkina Faso. Stando a quanto spiegato dalla ministra della difesa francese, Florence Parly, il capo dello ‘Stato Islamico del Gran Sahara’ “è morto in seguito a un attacco delle forze” dell’operazione Barkhane.

AL-SAHRAWI UCCISO DAI FRANCESI, MACRON E LA MINISTRA FLORENCE PARLY LO ANNUNCIANO VIA SOCIAL

“Mi congratulo con i militari – ha riferito sempre attraverso Twitter, così come si legge sull’edizione online di Repubblica – e gli agenti dei servizi segreti che hanno contribuito a questa lunga caccia. È un colpo decisivo contro questo gruppo terroristico. La nostra lotta continua”.

Al-Sahrawi era di origini marocchine, nato precisamente ad El Aaiun, da una ricca famiglia di commercianti che era fuggita in Algeria. Da giovane si era unito al Fronte Polisario, quindi si era laureato in Algeria e nel 1998 aveva preso parte all’Unione dei Giovani Sahrawi. Nel 2010 l’unione con la fazione di al-Qaeda nel Maghreb islamico, di cui nel giro di poco tempo ne era diventato il portavoce, poi nel 2013 aveva detto di essere a capo dei Mujahideen Shura Council di Gao, nel Mali. Infine, nel 2015 si era detto fedele ad Abu Bakr al-Baghdadi, ex numero uno dell’Isis ucciso nel 2019. Il 4 ottobre di due anni fa gli Stati Uniti avevano messo su al-Sahrawi una taglia da 5 milioni di dollari.



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