MADE IN ITALY/ Pioggia di ordini in arrivo per Grana Padano dopo lo stop ai dazi Usa

- Manuela Falchero

Il taglio di 16 milioni di euro sui costi del prodotto venduto Oltreoceano spinge le richieste del formaggio da parte degli importatori americani

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Stefano Berni, Direttore Generale del Consorzio Tutela Grana Padano

Sul piatto ci sono 160mila forme di Grana Padano DOP. A tanto ammontano le esportazioni verso gli Usa del famoso formaggio italiano, che potranno beneficiare della sospensione per 4 mesi dei dazi aggiuntivi imposti all’Ue da Donald Trump come ritorsione sul caso Airbus-Boeing. Lo stop consentirà infatti di tornare a esportare negli States senza l’aggravio che dal 18 ottobre del 2019 faceva lievitare del 25% i costi di ingresso. E i riflessi della misura non si sono fatti attendere. “Con questa intesa – afferma Stefano Berni, Direttore Generale del Consorzio Tutela Grana Padano – per quattro mesi si sono tolti dazi sul nostro formaggio per oltre 16 milioni di euro, che non saranno così aggiunti e pagati da buyer e consumatori. E così i nostri partner commerciali negli Usa stanno già chiedendo più prodotto”.

Ma non è tutto. La portata dei benefici dell’accordo non si esaurisce qui. “Essendo un formaggio stagionato – osserva Berni -, il Grana Padano DOP può essere stoccato negli Usa in modo da creare una riserva da utilizzare nell’eventualità, che non ci auguriamo, di un ritorno ai dazi dopo il periodo di sospensiva”.

Salvo mezzo miliardo di Made in Italy a tavola

L’accordo tra Unione europea e Usa non giova però al solo Grana Padano. Coldiretti stima infatti che i dazi aggiuntivi abbiano colpito circa mezzo miliardo di euro di esportazioni agroalimentari Made in Italy. Nel mirino del provvedimento erano caduti altri prodotti caseari come Gorgonzola, Asiago, Fontina, Provolone, ma anche salami, mortadelle, crostacei, molluschi agrumi, succhi, cordiali e liquori come amari e limoncello.

“Con il nuovo presidente Biden occorre ora avviare un dialogo costruttivo tra Paesi alleati in un momento drammatico per gli effetti della pandemia”, conclude il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, che ricorda come gli Stati Uniti rappresentino nell’agroalimentare Made in Italy il primo mercato di sbocco fuori dai confini comunitari per un valore record vicino ai 5 miliardi nel 2020, in crescita del 5% rispetto al 2019 secondo la proiezione Coldiretti su dati Istat.



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