A Storie Italiane si parla anche oggi del giallo della Madonna di Trevignano: ecco l'intervista all'avvocato di Gisella e non solo
Il caso della Madonna di Trevignano a Storie Italiane con l’intervista a Giuseppe Marazzitta, il nuovo legale di Gisella e del marito. La veggente andrà a processo per truffa, e a riguardo il legale ha spiegato: “La contestazione mi sembra molto fragile: ciò che si contesta è la genuinità del fenomeno religioso, e il fenomeno religioso è qualcosa che ha valore e verità in una dimensione di fede”.
E ancora: “È facile constatare che qualunque religione condivide delle verità di fede, ma vista dall’esterno, da coloro che credono in altre religioni, tutte le altre sono ovviamente delle pseudo-religioni; quindi, per ogni religione, tutte le verità delle altre religioni sono false”. E ancora: “Il raggiro dice che questa religione non è vera, ma qualunque affermazione religiosa è contestabile. Il nuovo vescovo ha una posizione diversa rispetto a quello precedente (invece più ‘vicino’ a Gisella, n.d.r.), tutto questo è legittimo. Ricordiamo che anche Padre Pio fu inizialmente fortemente contestato, ci troviamo in una situazione di dimensione religiosa”.
Sulle donazioni contestate all’associazione Madonna di Trevignano, leggasi 335 mila euro, l’avvocato Marazzitta ha spiegato: “La contestazione riguarda dieci anni, quindi parliamo di 30/40 mila euro annui, contributi assolutamente modesti, e tutte queste somme sono state utilizzate per attività finalizzate alla preghiera. Nessuno si è comprato un orologio di valore o si è organizzato un viaggio”.
“L’auto che è stata acquistata è un pulmino Mercedes che veniva usato per trasportare le persone con problemi di mobilità dal parcheggio al luogo in cui si svolgeva la preghiera, e poi un’altra parte delle donazioni è stata usata per le social card da consegnare alle famiglie con difficoltà economiche. Anche le donazioni più importanti sono state fatte davanti a un notaio, poi utilizzate per varie attività come l’abbellimento del terreno della preghiera”.
MADONNA DI TREVIGNANO, IL COMMENTO DI LUIGI AVELLA
Luigi Avella, uno dei grandi accusatori di Gisella, ex fedele della Madonna di Trevignano, la pensa però diversamente: “Conosco la magia che si praticava nella setta – esordisce – e spero che potrò dimostrarlo nel processo, così come potrò dimostrare che con le donazioni sono stati comprati i climatizzatori, ci sono gli scontrini”.
Sulla minaccia ricevuta, una bara sul cofano dell’auto: “Quando ho preso coscienza che, se avessi messo in moto l’auto nel garage, sarei potuto saltare per aria, non ho preso più l’auto in garage ma quella che avevo in strada. Pensavo che sarebbe stato meglio se saltavo in aria solo io e non tutta la palazzina. Mi hanno accusato di stupro, quindi ho pensato che queste persone non avrebbero avuto scrupoli a farmi morire”.
Luigi Avella ha poi raccontato un aneddoto riguardante Gisella: “La Procura è a conoscenza di fatti gravissimi avvenuti a Trevignano che poi usciranno durante il dibattimento. Racconto un piccolo episodio: Gisella un giorno ha avvisato tutti i suoi adepti che a mezzanotte sarebbe arrivata la Madonna per raccogliere le persone e rapirle in Paradiso. Le persone hanno preparato la valigia, cosa assurda. Poi, visto che la Madonna non le aveva rapite, Gisella ha detto che la Madonna le aveva messe alla prova. Il problema grave è che c’era un sacerdote che avvalorava questa ipotesi, con il nipote che si era preparato la valigia con tutto ciò che serviva per andare in Paradiso”.
Quindi ha concluso il suo intervento: “Il parroco di Trevignano è stato il primo che mi ha invitato a denunciare, quindi attenzione a quando nominiamo i sacerdoti, visto che ci sono i preti santi che fanno quello che devono fare”.

MADONNA DI TREVIGNANO, LE PAROLE DI PAOLA AFELLI
Infine, le parole di Paola Afelli, altra grande accusatrice di Gisella dopo essere stata la portavoce dell’associazione Madonna di Trevignano: “Ho trovato i vestiti tutti a cappio – dice riferendosi all’ultima minaccia – era un messaggio di strangolamento che ti arriva diretto”. E ancora: “Per noi stare sotto i riflettori è l’unico modo per garantire un minimo di sensibilizzazione. Le macchine dei carabinieri passano ma non stanno lì tutto il giorno, siamo vulnerabili e l’unica garanzia è stare sotto i riflettori. Io mi sono già confrontata con Avella a lungo, ci sono aspetti che voi non conoscete, quindi prima di andare al processo del 6 aprile…”.
Infine ha ricordato le donazioni straniere: “Ci sono tutte le piste all’estero di cui si parla molto poco (all’estero non vedono le trasmissioni italiane), così come si parla poco delle donazioni che ancora stanno arrivando”. Ricordiamo che Gisella Cardia ha sempre sostenuto di vedere la Madonna e di ricevere regolarmente, ai primi del mese, dei messaggi mariani, cosa che però è stata smentita seccamente dalla Chiesa.
