Maestra vittima di revenge porn licenziata/ “La mia vita non sarà più la stessa”

- Mirko Bompiani

Torino, la maestra vittima di revenge porn racconta tutto: “La direttrice dell’asilo mi ha spinto a dare le dimissioni, non avevo altre scelte”

maestra revenge porn
(Storie Italiane)

La maestra d’asilo vittima di revenge porn racconta la sua verità. Vi abbiamo raccontato con dovizia di particolari la brutta faccenda di Torino, con la giovane insegnante licenziata per aver inviato materiale hot privato al fidanzato, poi diventato ex dopo aver condiviso le foto in un gruppo su Whatsapp. «Non l’ho più visto se non nelle sedi opportune, non mi ha mai chiesto scusa ma non me ne faccio niente delle scuse. Non mi interessa riceverle», le parole della donna ai microfoni di Storie Italiane, che ha poi parlato dell’ormai ex compagno: «Era attuale e non ex, e lui manda queste foto nel corso della storia. Noi stavamo insieme, lo scopro appunto che stavamo ancora insieme. Non ho mai avuto una spiegazione a tutto ciò, è sempre stato un “non lo so”. Non è stato per vendetta, non si è mai capito il perché, neanche lui ce l’ha mai spiegato».

MAESTRA VITTIMA DI REVENGE PORN E POI LICENZIATA: LE SUE PAROLE

Una delle mamme ha diffuso foto intime della maestra vittima di revenge porn: «Mi sono sentita in primis tradita, poi umiliata, anche come donna da parte anche della mamma. Lì non mi sono sentita capita, non ha proprio compreso la situazione, non h capito niente, è stato tutto un accusare: nessuno ha mai voluto capire la verità, hanno pensato solo ad accusare e basta». Poi sul licenziamento: «La direttrice mi ha spinto a dare le dimissioni, io quelle dimissioni non le ho mai volute firmare ma non avevo altre scelte in quel momento. Mi ha minacciato di fare terra bruciata nei miei confronti, ovviamente non è che posso entrare nei dettagli però non era quello che voleva. Il licenziamento secondo lei sarebbe stato un marchio e quindi non c’erano vie d’uscita. Secondo loro non ero idonea per quel lavoro, una maestra non fa quelle cose, mentre una cassiera può farlo tranquillamente perché non ha contatti con i bambini». «La mia vita non è più quella di prima e penso che lo sarà più», l’amara conclusione della giovane.

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