Maggiore Laura Letta/ “Passione per il volo merito di papà, io a Kabul un onore”

- Davide Giancristofaro Alberti

La Maggiore Laura Letta ha parlato della sua esperienza a Kabul, in Afghanistan, e non solo, ospite in collegamento con Dedicato, programma di Rai Uno

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La maggiore Laura Letta in collegamento con Dedicato

La Maggiore Laura Letta, prima donna comandante della 46esima brigata aerea di Pisa, è stata intervistata stamane dal programma di Rai Uno, Dedicato. La Maggiore Letta ha preso parte nelle scorse settimane alla missione umanitaria in quel di Kabul, il ponte aereo per metter in salvo i profughi dell’Afghanistan. “Sono orgogliosa e onorata di aver fatto parte di questa missione – ha raccontato parlando con Serena Autieri in diretta tv su Rai Uno – più di 1.500 militari coinvolti, ben 8 aerei dell’aeronautica militare, una missione di grande rilevanza, e la difesa ha contribuito con grandi risorse. Mi ha arricchito”.

Serene Autieri chiede quindi lumi sul C-130, l’aereo utilizzato per la missione: “E’ il più grande ed è un quadrimotore ad elica, è il velivolo giusto per la missione del ponte aereo di cui abbiamo visto le immagini in tv di questi giorni. Cosa ho provato a portare in salvo queste vite? Orgoglio e onore di partecipare a tali missione, si è consapevoli di aver contribuito a qualcosa di grande, la soddisfazione è tanta, soddisfazione di carattere personale e umano, magari è una piccola goccia ma è tanto”. Sulla programmazione alle missioni: “Facciamo incontri prima e post, devono essere il più standard possibile legati a missioni che andiamo a compiere, ci è richiesta professionalità ed esperienza, quello che sappiamo fare e per cui siamo stati addestrati. Lasciamo da parte le emozioni non perchè non ci appartengono ma perchè potrebbero danneggiare il risultato della missione”.

MAGGIORE LETTA: “MAI AVUTO PAURA DURANTE LE MISSIONI? SIAMO ADDESTRATI”

Quindi viene chiesto al maggiore Letta come sia nata in lei la passione per il volo: “Mio padre era una guardia forestale ora in pensione, ha avuto modo di lavorare nell’aeroporto e mi facevo sempre portare, mi piaceva vedere gli aeroplani e pensavo che un giorno sarei stata io a pilotarli e così è stato”.

Le chiedono quindi se si sia mai sentita in pericolo durante le missioni: “Il mio lavoro non è stare in ufficio, ci sono situazioni ordinarie e condizioni complicate e il pericolo è messo tra le tante variabili che dobbiamo affrontare. Anche in questo caso formazione e addestramento sono essenziali se no non avremmo lo strumento per venire fuori da situazioni pericolose”. Infine, sulle sue decisioni da comandante: “Mi piace confrontarmi con gli altri, la responsabilità è mia ma mi piace confrontarmi per vedere tutti i punti di vista”.



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