Malati di Coronavirus identificabili da voce/ Italia-Israele, studio congiunto su app

- Claudio Franceschini

I malati di Coronavirus possono essere identificabili dall’analisi vocale? Un accordo tra Italia e Israele apre a una ricerca congiunta per un’app che diagnostichi il virus in questo modo.

Coronavirus laboratorio lapresse 2020
(Foto LaPresse)

Nella giornata di ieri è stata annunciata una collaborazione da parte dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Accademia di Ingegneria Afeka di Tel Aviv: una partnership dunque tra Italia e Israele, con l’intento di creare una tecnologia che sia in grado di pre-diagnosticare il Coronavirus nelle persone che siano sospettate di contagio. Lo riporta Repubblica, che ha contattato telefonicamente Ami Moyal, presidente dell’Accademia israeliana: il quale ha commentato l’accordo reso pubblico da lui stesso e da Gianluigi Benedetti, ambasciatore italiano in Israele. “Siamo estremamente soddisfatti della collaborazione con i colleghi italiani” ha detto Moyal, rincuorato dal fatto che il tutto sia avvenuto in tempi strettissimi. Sappiamo anche che i due istituti in questione collaboreranno con il Policlinico Gemelli e il Rabin Medical Center (sempre a Tel Aviv) in materia di studi clinici, mentre in questo momento siamo ancora nella fase di creazione del database con migliaia di campioni di voce, tosse e respiro su pazienti positivi al Coronavirus ma anche quelli colpiti da influenza, inoltre hanno chiesto un finanziamento congiunto all’Unione Europea.

APP PER DIAGNOSI DI CORONAVIRUS

Cosa si propongono di creare questi due istituti? Ami Moyal lo ha spiegato: si tratta di una tecnologia basata su elaborazione vocale e intelligenza artificiale. “Quando il progetto sarà finito chiunque potrà scaricare un’applicazione che, attraverso l’analisi di voce, tosse e respiro, potrà individuare pazienti potenzialmente infetti e indirizzarli al test, ottimizzando il processo di diagnosi specie tra gli asintomatici, e limitare la catena del contagio”. Va detto che già all’inizio della pandemia da Coronavirus il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva creato una cooperazione scientifica e tecnologica a livello internazionale; il 9 marzo il politico aveva convocato un summit virtuale che aveva visto la presenza del presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte, tra gli altri. Come ha detto l’ambasciatore Benedetti a Repubblica, il risultato di questo accordo deriva “dall’impegno intrapreso per trasformare un momento di crisi in opportunità di collaborazione bilaterale”.

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