Malattia Martin Castrogiovanni/ Ovazione social “Una persona speciale, complimenti”

- Silvana Palazzo

Malattia Martin Castrogiovanni, il popolo dei social ha apprezzato l’intervista di ieri a Verissimo dell’ex rugbista

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Martin Castrogiovanni a Verissimo

Standing ovation social per Martin Castrogiovanni. L’ex stella del rugby ha ricevuto numerosissimi complimenti dopo l’intervista di ieri al programma “Verissimo”, in cui ha parlato della sua lotta contro il tumore risalente al 2015. I commenti sotto al post inerente sulla pagina ufficiale Instagram del programma, si sprecano, e tutti i follower hanno decisamente apprezzato le parole del “gigante buono”. “Ti ho visto a Verissimo….mi sei piaciuto..sei una gran bella persona…complimenti”, scrive una, mentre un altro aggiunge “Ascoltando la tua intervista a Verissimo,penso che se mai mia figlia si dovesse fidanzare, spero lo faccia con uno come te!”. E ancora: “L’intervista a Verissimo è stata d’ispirazione Martin, sei una persona genuina e pura, trasmetti tanta bontà”. Questo il tenore della maggior parte dei messaggi, con i telespettatori che hanno desiderato complimentarsi pubblicamente con il simpatico presentatore di “Tu si que vales”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

MALATTIA MARTIN CASTROGIOVANNI: LE SUE PAROLE

Il tumore ha spaventato Martin Castrogiovanni, che pensava di avere solo sei mesi di vita. Ne ha parlato a Verissimo, spiegando la sua difficoltà nel parlarne. «Non mi piace farlo per rispetto delle persone che lottano ogni giorno, perché non è una cosa semplice». L’ex rugbista si ritiene fortunato per come è andata col suo neurinoma del plesso lombare. «Il grande problema è che non sapevano se dovevano togliermi tutto il nervo. I medici non sapevo se era stato coinvolto tutto il nervo o metà». Alla fine ce l’ha fatta senza riportare conseguenze: un mese dopo era in campo. Ma ha imparato una lezione importante, come ha raccontato tempo fa: «Guardare avanti e non mollare mai». È stato anche testimonial della campagna MoveMen di LILT Milano per sensibilizzare sulla prevenzione. «Il paradosso che le persone che fanno più fatica sulla prevenzione sono gli uomini. Pensiamo di essere più forti, ma in realtà ce la facciamo sotto. Quando ho avuto il neurinoma, sei mesi dopo l’operazione dovevo fare il controllo. L’ho fatto due anni e mezzo dopo. Avevo paura. Da quell’esperienza ho capito che è inutile nascondersi». (agg. di Silvana Palazzo)

MALATTIA DI MARTIN CASTROGIOVANNI: NEURINOMA LOMBARE

Nella vita di Martin Castrogiovanni non ci sono solo gioie e successi, ma anche momenti difficili, come quelli legati alla malattia. L’ex campione di rugby ha dovuto lottare contro il tumore. Fu diagnosticato nel 2015, durante i Mondiali. «Mi avevano dato 6 mesi di vita». Poi si scoprì che il cancro non era maligno. «Alla fine non era niente, sono stato fortunato». Ma rimase lo choc per la diagnosi: «In quei momenti ti passa tutta la vita davanti», raccontò in tv. Il cancro, anche se non maligno, doveva comunque essere asportato: quindi fu sottoposto ad un intervento chirurgico di cui porta ancora i segni. «Se non mi fossi fermato, probabilmente oggi non potrei muovere il piede. Inutile dire che non ho avuto paura, ma queste cose vanno affrontate». E Martin Castrogiovanni ha affrontato la malattia con coraggio, anche da solo, visto che in ospedale non ha voluto né la madre né la sorella.

MALATTIA DI MARTIN CASTROGIOVANNI, LA DIAGNOSI

La malattia di Martin Castrogiovanni ha dato i primi problemi nel 2015, quando l’ex rugbista era in ritiro con la Nazionale in Inghilterra. Stava preparando il Mondiale quando insorge un dolore alla schiena. Lui vuole giocare a tutti i costi, del resto ci tiene e non si è mai allenato così tanto, e poi è il suo quarto torneo mondiale. Davanti a lui c’è un traguardo importante. Gli dicono che ha il nervo sciatico infiammato: riesce a cavarsela con una puntura di antidolorofico. Scende in campo, ma gioca male. «Arrivo sempre in ritardo, vengo criticato e mi sento vecchio come mai mi è capitato», raccontò al Corriere della Sera. Decide allora di vederci chiaro e quindi chiede allo staff sanitario della Nazionale di approfondire la situazione. Lo portano in ospedale, gli fanno una risonanza e mentre aspetta i risultati si accorge che davvero c’è qualcosa che non va. I medici fanno i vaghi, nessuno gli dice come stanno le cose.

MALATTIA DI MARTIN CASTROGIOVANNI, L’INTERVENTO

Martin Castrogiovanni reagisce e urla contro i medici, chiedendo loro di dirgli come stanno le cose. «O mi dite che cosa ho o da qui non uscite!», gridò. E allora gli fanno leggere il referto, nel quale c’è il nome della sua malattia. Il rugbista scopre di avere un neurinoma al plesso lombare, un tumore per il quale i medici inglesi gli danno sei mesi di vita. «Non crollo, in fondo penso che finché parli, giochi, ti svegli la mattina, puoi lottare». Però capisce che deve dare da farsi. E allora si trasferisce di corsa alla clinica Humanitas di Milano. «Lì mi dicono che è raro che quel tumore sia maligno». Ma il sospiro di sollievo viene fermato subito: deve essere operato comunque e l’operazione è comunque rischiosa perché rischia di perdere l’uso della gamba. «Mi operano, muovo la gamba. Un mese dopo sono di nuovo in campo». E così la malattia di Martin Castrogiovanni viene sconfitta.

NEURINOMA DEL PLESSO LOMBARE: CHE TIPO DI TUMORE È

Il neurinoma del plesso lombare è un tumore benigno dei nervi. È originato dalla moltiplicazione delle cellule di Schwann, che costituiscono la guaina nervosa. Si presenta nella zona bassa della schiena ed è tra le tipologie più comuni. I sintomi principali, come spiegato dal dottor Dott. Federico Pasteur su Medicina Moderna, sono: dolore associato a perdita di sensibilità, rigidità muscolare, ma anche disturbi che portano ad una limitazione dei movimenti e mal di schiena. La diagnosi avviene con una semplice Tac con mezzo di contrasto, anche se la risonanza magnetica permette di raccogliere informazioni più dettagliate sulle dimensioni della zona coinvolta. In tutti i casi si consiglia l’asportazione con un intervento chirurgico, anche se nella maggior parte dei casi è un tumore benigno. Dopo l’operazione è importante intraprendere un percorso di riabilitazione per ristabilire la funzionalità dei muscoli e nervi coinvolti.

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