Mamma no vax manda figlia a Covid party in chiesa/ 17enne muore due settimane dopo

- Alessandro Nidi

Mamma no vax manda figlia immunodepressa a Covid party in chiesa: la 17enne, che aveva combattuto il cancro, muore due settimane dopo per il contagio

carsyn davis
Carsyn Davis

Morte prematura a Fort Myers, negli Stati Uniti d’America, dove una 17enne, Carsyn Davis, è venuta a mancare dopo avere contratto il Coronavirus all’inizio di giugno. Come confermato dal rapporto del medico legale, la ragazza ha accusato una forma di insufficienza respiratoria che non le ha lasciato scampo ed era sopravvissuta in passato al cancro. Il documento rivela inoltre che Carsyn aveva partecipato a un evento religioso di 100 persone, nel quale non era richiesto l’uso di mascherine facciali, circa due settimane prima di morire in un ospedale della contea di Miami-Dade. Durante i nove giorni successivi, i suoi genitori le hanno somministrato antibiotici, idrossiclorochina e ossigeno mediantee la macchina portatile del nonno. Sua madre, Carole Brunton Davis, è infermiera. L’ospedale ha raccomandato l’intubazione quando la Davis è stata ricoverata nel reparto pediatrico il 19 giugno, ma i suoi genitori hanno rifiutato la procedura, secondo il medico legale della contea. Ha ricevuto una terapia al plasma e alla fine è stata intubata il 22 giugno, ma non ce l’ha fatta e si è spenta l’indomani.

IL CASO DELLA 17ENNE MORTA DOPO COVID PARTY

A proposito del trattamento domestico ricevuto dalla 17 enne morta dopo essere risultata positiva al Coronavirus, va sottolineato che l’idrossiclorochina, il farmaco antimalaria segnalato dalla Food and Drug Administration degli Stati Uniti d’America come potenzialmente dannoso per la salute dei pazienti. La FDA ha spiegato che potrebbe potenzialmente causare “gravi e potenzialmente letali problemi di ritmo cardiaco”, in una dichiarazione rilasciata il 24 aprile scorso. Di certo, il fatto che la giovane abbia partecipato alla festa religiosa ha inciso sulle sue condizioni di salute e, probabilmente, anche in termini di contagio, come sottolinea la data scientist Rebekah Jones, che ha dichiarato alla testata giornalistica “Newsweek”: “Ho iniziato a indagare su sua madre, sulla chiesa dove si è tenuta la festa COVID con più di 100 bambini, sulla sua storia di salute e su chi fosse e mi sono sentita così arrabbiata e triste per l’accaduto”.

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