Manfredi: “Università in presenza da metà febbraio”/ “Allungare anno? Disponibile”

- Davide Giancristofaro Alberti

Gaetano Manfredi, ministro dell’università e della ricerca, ha annunciato il ritorno in aula degli studenti: “50% di lezioni a partire dalla metà di febbraio”

Ministro Manfredi
Gaetano Manfredi, Ministro dell'Università (laPresse, 2020)

A breve gli studenti potranno tornare nelle università d’Italia. La bella notizia è giunta da Gaetano Manfredi, il ministro proprio dell’università e della ricerca, che ha annunciato il ritorno in aula degli alunni dalla seconda metà di febbraio. Come riferisce l’edizione online de Il Resto del Carlino, il grande annuncio è stato dato durante una videoconferenza di oggi con l’UniBo: “La ripresa della didattica universitaria sarà dopo il consueto periodo di esami dalla seconda metà di febbraio – le parole del ministro – ho sollecitato i rettori a predisporre piani per la riapertura dell’attività a febbraio. Il nuovo Dpcm consente di poter tornare secondo lo schema settembre” dunque con “didattica mista con presenza al 50% in aula”.

Manfredi ha comunque lasciato l’ultima parola alle regioni: “Ovviamente – ha aggiunto il ministro – ci sarà una valutazione con i comitati regionali perché l’Università impatta molto sul sistema dei trasporti”. Non è da escludere anche un prolungamento dell’anno accademico: “Il Ministero è disponibile – ha risposto a precisa domanda Manfredi – se ci sarà una richiesta da parte della conferenza dei Rettori di operare una proroga, questo sicuramente sarà in attenzione del ministero e provvederemo di conseguenza. Credo che sarà una decisione dei prossimi giorni”.

MANFREDI: “DAL PUNTO DI VISTA DEL RISULTATO, POCHI DANNI AGLI STUDENTI”

Il ministro ha poi proseguito: “Stiamo raccogliendo in maniera dettagliata i dati del 2020 e ci dicono che il numero di crediti acquisiti dagli studenti e il numero dei laureati sono assolutamente in linea con il 2019. Quindi – sottolinea – malgrado le grandissime difficoltà che abbiamo vissuto, dal punto di vista del risultato non ci sono stati arretramenti. Certamente c’è stata grande sofferenza nella comunità universitaria e studentesca”, per il fatto di non essere in aula. La cosa certa è che nonostante le limitazioni causate dal covid, gli studenti non abbiano subito così tanti danni: “Dal punto di vista del risultato – spiega il ministro, concludendo il suo intervento – il grande sforzo del sistema universitario ha consentito agli studenti di limitare i danni e fare in modo che le carriere non fossero rallentate”.

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