Mangiare il gelato fa male/ Uno studio svela il perché

- Matteo Fantozzi

Mangiare il gelato fa male, l’allarme degli specialisti. Da cibo ultra-lavorato può arrecare dei pesanti danni al cuore come tutti gli altri che subiscono processi eccessivi.

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Mangiare il gelato fa male, uno studio rivela una cosa che nessuno vorrebbe sentire in questo periodo. Col caldo afoso di queste settimane infatti un bel cono, o coppetta che sia, è un sollievo che ci permette di rinfrescarci, potremmo però dare così un danno al nostro organismo. Diverse riflessioni degli specialisti affermano come il gelato possa essere dannoso al cuore, perché ultralavorato e lavorativo. Attenzione però perché se proprio non si riesce a resistere alla tentazione c’è una via di fuga parziale. Infatti i gelati artigianali sono quelli che creano più pericoli alla nostra salute, mentre quelli artigianali contengono meno conservanti e si reggono su una preparazione meno processata e più naturale. Rimane il fatto che in ogni caso il gelato non è un toccasana anche se alcuni studi confermano come, paradossalmente, possa far passare il mal di pancia.

Mangiare il gelato fa male, tutti gli alimenti pericolosi per il cuore

Il gelato è nella lista di quegli alimenti che fanno male al cuore, questo perché considerato ultra-processato. Alcuni di questi oltre a causare malattie cardiovascolari sono in grado di far sviluppare diabete, obesità e addirittura di portare al tumore. Tra questi troviamo hamburger, pizze surgelate, wurstel, patatine fritte, bastoncini preffritti, biscotti e dolci confezionati oltre a bevande gassate e dolci. Un rischio che porta a colpire tutti quegli alimenti precotti, tanto facili da cucinare e buoni da gustare. Dietro a questi infatti c’è una lavorazione che, inutile nasconderlo, presenta dei passaggi decisamente pericolosi. In Francia uno studio ha stabilità che su oltre 100mila persone per cinque anni sottoposte a controlli in seguito alla consumazione regolare di prodotti ultralavorati si arriva all’12% di rischio di soffrire di malattie cardiovascolari e dunque di essere colpiti da un infarto.



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