Manolo Gabbiadini/ La commovente lettera per Bergamo: “Continua a combattere!”

- Michela Colombo

Manolo Gabbiadini invia una toccante lettera a Bergamo e la sua gente, particolarmente colpita dall’emergenza coronavirus: “Continua a combattere”.

Gabbiadini
Coronavirus Sampdoria, Manolo Gabbiadini (LaPresse)

Sono giorni terribili a Bergamo e nella provincia per l’aggravarsi della pandemia da coronavirus e proprio per alleviare questa drammatica situazione, sono arrivate in questi giorni parecchie dichiarazioni di amore e solidarietà per la città bergamasca e le zone maggiormente colpite dall’emergenza da Covid 19. Dallo striscione promosso dagli ultra bresciani, fino alla lettera del capo ultra della Dea al presidente della squadra bergamasca Percassi: fino anche alla toccante lettera che Manolo Gabbiadini ha voluto condividere suoi propri profili social solo poco fa. Gabbiadini, secondo giocatore della Serie A ad essere risultato positivo al coronavirus, ma pure giocatore originario di Calcinate, nella provincia Bergamasca e pure ex giocatore della Dea, ha voluto condividere un toccante messaggio con i propri followers, da cui emerge non solo il profondo amore per la gente bergamasca, particolare colpita da tale sventura, ma pur tutto il suo incoraggiamento per l’avvenire.

MANOLO GABBIADINI: “CONTINUA A COMBATTERE”

Nel lungo messaggio di Gabbiadini per Bergamo tanti i passaggi che certo dobbiamo segnalare E che colpiscono il sentimento di molti, tifosi e followers o meno: “Non riesco a non dedicarti il mio pensiero mentre guardo le scene più angoscianti che si possano immaginare. Tu, Bergamo, sei troppo forte per essere sconfitta. Per piegarti, pensa, ci è voluto un nemico della peggior specie, mai visto prima, infido, subdolo, invisibile. Per piegarti, ma non per sconfiggerti”. Dopo il tanto dolore per questo che sta capitando, ecco però l’invito, anzi la certezza che la città e la gente presto si rialzeranno: “Ti mando il mio abbraccio e il mio incoraggiamento, esortandoti a rialzarti. Più forte di prima. Perché non ho dubbi che sarà così. Perché il tuo è un popolo di lavoratori, che lotta e suda in silenzio, che combatte le difficoltà con orgoglio, fierezza e dignità, senza lamentarsi”. In chiusura un ultimo urlo, un ultimo invito da parte di Gabbiadini, in dialetto bergamasco: “Mola mia, Bérghem” che sta a significare che Bergamo non molla mai.

 

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Cara Bergamo, A dedicarti queste righe, mentre stai vivendo un momento terribile, è un bergamasco, per giunta di poche parole. Noi preferiamo i fatti, o piccoli gesti che valgono più di mille parole. In queste settimane così strazianti, però, non riesco a non dedicarti il mio pensiero mentre guardo le scene più angoscianti che si possano immaginare. Colpi al cuore, che fanno male. Tu, Bergamo, sei troppo forte per essere sconfitta. Per piegarti, pensa, ci è voluto un nemico della peggior specie, mai visto prima, infido, subdolo, invisibile. Per piegarti, ma non per sconfiggerti. Io, Bergamo, da bergamasco che non dimentica le sue origini, ti mando il mio abbraccio e il mio incoraggiamento, esortandoti a rialzarti. Più forte di prima. Perché non ho dubbi che sarà così. Perché il tuo è un popolo di lavoratori, che lotta e suda in silenzio, che combatte le difficoltà con orgoglio, fierezza e dignità, senza lamentarsi. Con la profonda convinzione che tutto questo li ripagherà. Tu, Bergamo, continua a combattere. Mola mia, Bérghem

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