MANOLO PORTANOVA ACCUSATO DI STUPRO DI GRUPPO/ Calciatore Genoa non risponde al gip

- Dario D'Angelo

Manolo Portanova, accusato di stupro di gruppo su una studentessa di Siena, si è avvalso della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio di garanzia.

manolo portanova instagram 640x300
Manolo Portanova, foto Instagram

Si è avvalso della facoltà di non rispondere Manolo Portanova, il calciatore del Genoa agli arresti domiciliari insieme ad altri due giovani per il presunto stupro di una studentessa 20enne di Siena. Presentatosi all’interrogatorio di garanzia davanti al gip di Siena, Jacopo Rocchi, quello del giocatore rossoblu, come ha spiegato il suo avvocato Gabriele Bordoni, non è stato però un “silenzio per mancanza di argomenti e tantomeno un silenzio assenso“. Come riportato da “Il Corriere della Sera”, infatti, nella mattinata di ieri Portanova ha consegnato al gip una memoria in cui respinge ogni accusa. Lo ha chiarito il suo legale, dichiarando che “nella nota Manolo contesta radicalmente la ricostruzione dei fatti così come è stata elaborata nell’ordinanza cautelare e professa chiaramente la sua innocenza“. L’avvocato Bordoni ha dunque spiegato perché la linea difensiva si è tradotta nella scelta, da parte di Manolo Portanova, di avvalersi della facoltà di non rispondere. Le ragioni sono due, ha detto il legale: in primis l’impossibilità dell’avvocato Bordoni di presenziare lunedì a Siena all’interrogatorio di garanzia (e in questo senso era stato chiesto al gip di spostarlo ma non è stato possibile farlo); in secondo luogo il fatto che il pm avrebbe depositato nuove documentazioni che la difesa è intenzionata ad acquisire trattandosi di “elementi non presenti nell’ordinanza che dobbiamo conoscere“.

MANOLO PORTANOVA SI AVVALE DELLA FACOLTA’ DI NON RISPONDERE

L’avvocato ha aggiunto che sia lo stesso calciatore a voler parlare assolutamente con il giudice, proprio poiché non avrebbe nulla da nascondere e deciso a dimostrare la sua assoluta innocenza. Nel frattempo avrà luogo giovedì, anziché mercoledì, l’incidente probatori sui cellulari degli indagati. Gli esami irripetibili in cerca di video, foto e messaggi verranno eseguiti anche sullo smartphone della presunta vittima. Intanto è stato l’avvocato della studentessa, Jacopo Meini, a dichiarare: “Non escludiamo che eventuali foto e video possano essere anche stati diffusi in chat private e a quel punto scatterebbe in automatico anche la contestazione dell’ipotesi di reato di revenge porn“. Gli indagati, oltre a Portanova, sono lo zio Alessio Langella e l’amico Alessandro Cappiello, mentre un quarto giovane è stato denunciato al Tribunale dei minorenni di Firenze. Proprio rispetto a quest’ultimo, da quanto emerge dalle carte dell’inchiesta, sembra che il ragazzino fosse entrato nella camera dove Portanova si era appartato con la studentessa senese, poi violentata dal gruppo, dopo che la stessa ragazza aveva accettato che lui fosse presente; la stanza era infatti buia e il minorenne se ne stava in un angolo, scrive Il Corriere della Sera, senza prendere parte alle effusioni. In seguito sarebbero entrati nella stanza gli altri due indagati e avrebbero avuto inizio le violenze di gruppo sulla ragazza che avrebbe cercato di difendersi.



© RIPRODUZIONE RISERVATA