MANOVRA/ Quel “minimo sindacale” che allontana ancor di più la ripresa

- Andrea Vittorino Lagravinese

Nella Legge di bilancio 2021 ci sono tante misure e vengono stanziate ingenti risorse. Insufficienti però a prefigurare una ripresa dell’economia

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LaPresse

Il testo della Legge di bilancio 2021 è stato approvato dal Consiglio dei ministri a ottobre, con la formula del “salvo intese”, e ha definitivamente preso forma nelle ultime settimane ed è stata infine approvata dal Parlamento. Come sempre, tale pacchetto di norme viene considerato la carta d’identità della maggioranza di governo, per la sua capacità di delineare la politica finanziaria, economica e sociale. Si parla di una manovra molto diversa dal passato, visti i tempi grami che la nazione sta passando; infatti, si prevede una significativa espansione fiscale con provvedimenti che rappresentano la prosecuzione delle misure intraprese sinora, per proteggere la salute dei cittadini e garantire la sicurezza e la stabilità economica del Paese. 

Ma andiamo a riassumere per sommi capi i punti principali della Legge di bilancio e ci permettiamo di inserire per primi quelli che a noi paiono più importanti.

1) Riforma fiscale: vengono stanziati 8 miliardi di euro annui a regime per la riforma fiscale, che comprende l’assegno unico, ai quali si aggiungeranno le risorse derivanti dalle maggiori entrate fiscali che confluiranno nell’apposito fondo “per la fedeltà fiscale”. 

2) Misure di sostegno all’economia: viene istituito un fondo da 4 miliardi di euro a sostegno dei settori maggiormente colpiti durante l’emergenza Covid. Viene prorogata la moratoria sui mutui e la possibilità di accedere alle garanzie pubbliche fornite dal Fondo Garanzia PMI e da Sace. Viene fornito un sostegno aggiuntivo alle attività di internazionalizzazione delle imprese, con uno stanziamento di 1,5 miliardi di euro. Vengono prorogate le misure a sostegno della ricapitalizzazione delle piccole e medie imprese e sostegno alla loro liquidità per consentire il rilascio di garanzie anche in relazione a finanziamenti destinati in quota parte alla rinegoziazione/consolidamento di finanziamenti esistenti. Tale ampliamento è finalizzato ad assicurare la necessaria liquidità alle imprese colpite dall’epidemia Covid-19 consentendo loro di poter accedere a strumenti alternativi al finanziamento bancario e di poter impiegare il dispositivo di Garanzia Italia, anche per rinegoziare/consolidare indebitamenti esistenti purché il finanziamento preveda l’erogazione di un credito aggiuntivo. 

3) Cuneo fiscale: il taglio del cuneo per i redditi sopra i 28.000 euro viene portato a regime.

4) Lavoro e previdenza: finanziate ulteriori settimane di Cassa integrazione guadagni Covid, con lo stesso meccanismo che prevede la gratuità della Cassa per chi ha registrato perdite oltre una certa soglia. Vengono prorogate le misure Ape Social e Opzione Donna e si proroga al 31 marzo 2021 il divieto a ogni tipo li licenziamento.

5) Giovani: azzerati per tre anni i contributi per le assunzioni degli under 35 a carico delle imprese operanti su tutto il territorio nazionale. 

6) Sanità: conferma anche per l’anno 2021 di 30.000 fra medici e infermieri assunti a tempo determinato per il periodo emergenziale, insieme al sostegno delle indennità contrattuali per queste categorie; introduzione di un fondo per l’acquisto di vaccini e per altre esigenze correlate all’emergenza Covid-19. 

7) Famiglie: viene aumentata di un miliardo di euro la dotazione del Fondo Sanitario Nazionale e viene finanziata a partire da luglio 2021 una grande riforma per le famiglie, con l’introduzione dell’assegno unico che viene esteso anche agli autonomi e agli incapienti. Prolungata la durata del congedo di paternità. 

8) Scuola, università e cultura: viene finanziata con 1,2 miliardi di euro a regime l’assunzione di 25.000 insegnanti di sostegno e vengono stanziati 1,5 miliardi di euro per l’edilizia scolastica. È previsto un contributo di 500 milioni di euro l’anno per il diritto allo studio e sono stanziati 500 milioni di euro l’anno per il settore universitario. Sono destinati 2,4 miliardi all’edilizia universitaria e ai progetti di ricerca. Vengono inoltre destinati 600 milioni di euro all’anno per sostenere l’occupazione nei settori del cinema e della cultura.

9) Trasporti pubblici: incrementate le risorse per il trasporto pubblico locale, in particolar modo quello scolastico.
10) Mezzogiorno: la fiscalità di vantaggio per il Sud viene portata a regime, con uno stanziamento di 13,4 miliardi nel triennio 2021-2023 e viene prorogato per il 2021 il credito di imposta per gli investimenti nelle Regioni del Meridione. 

11) Sostegno al settore turistico: vengono previste specifiche disposizioni finalizzate a sostenere il settore turistico facilitando, per determinate categorie di investimenti, l’accesso allo strumento agevolativo e l’integrazione settoriale. Limitatamente ai programmi di sviluppo di attività turistiche da realizzare nelle aree interne del Paese, che rappresentano un enorme potenziale per la crescita del Paese, o che prevedono il recupero di immobili in disuso, la soglia di accesso viene abbassata a 7,5 milioni di euro, di cui 3 milioni per il programma del soggetto proponente, rispetto alla soglia dei 20 milioni attuali (5 milioni di euro relativi agli investimenti del soggetto proponente). 

Questo testo, in sostanza si presenta come qualcosa di ordinario, un “minimo sindacale”, cioè una serie di provvedimenti dovuti e appena sufficientemente adatti alla situazione attuale del nostro Paese, uno scenario bene o male già visto negli scorsi anni: ma il Governo può fermarsi qui? Insomma con tale Legge di Bilancio può l’Italia avere una seria e risolutiva possibilità di un’opportuna ripartenza, dopo tutto quello che è successo e sta ancora accadendo? La nostra risposta è un no secco! Siamo estremamente convinti che sia bisogno di uno sforzo maggiore, qualcosa che capillarmente possa smuovere finalmente la staticità di una politica economica fin qui perseguita che ha portato e sta conducendo la nostra nazione sull’orlo del baratro. 

Per fortuna ci sono una serie misure che potrebbero rappresentare qualcosa di nuovo, delle soluzioni serie e innovative, che riguardano sia il mondo del lavoro e le varie economie d’impresa che le case private d’ogni cittadino (non è molto, ma si cerca di “raschiare dal barile quel che si può”). Partiamo da una serie di pianificazioni, da un grosso pacchetto di contributi, agevolazioni e parametri specifiche che riguardano il lavoro: il tentativo e quello di voler sviluppare tecnologie innovative che diano la possibilità di intraprendere un nuovo corso per un’indispensabile ripartenza. Tra le più importanti annoveriamo nuovi crediti d’imposta per quanto riguarda l’acquisto di beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese. La platea dei beneficiari viene estesa anche agli esercenti arti e professioni. Una nuova misura agevolativa sui beni strumentali (Nuova Sabatini), che costituisce uno dei principali strumenti agevolativi nazionali, teso a rafforzare il sistema produttivo e competitivo delle micro, piccole e medie imprese attraverso il sostegno per l’acquisto, o acquisizione in leasing, di beni materiali (macchinari, impianti, beni strumentali d’impresa, attrezzature nuovi di fabbrica e hardware) o immateriali (software e tecnologie digitali) a uso produttivo. 

C’è anche da registrare la creazione di un Fondo a sostegno dell’impresa femminile, al fine di promuovere e sostenere l’avvio e il rafforzamento dell’imprenditoria femminile. I dati (a livello nazionale e internazionale) segnalano, infatti, che sono ancora troppo poche le donne che scelgono di creare un’impresa, di avviare una start-up, di intraprendere studi scientifici. Dopo di che, viene istituito un Fondo che ha l’obiettivo di sostenere le piccole e medie imprese creative, con misure di aiuto, quali concessioni di contributi, interventi per favorire l’accesso al credito e promuovere collaborazioni tra settori produttivi tradizionali e imprese creative. Inoltre, si intende incoraggiare un’attrazione di talenti stranieri che intendono costituire imprese di start-up innovative, con vari benefit, contribuendo a rendere l’Italia più concorrenziale nella competizione a livello europeo in queste nuove forme di imprese globalizzate. Si vuole in più, concretizzare nuovi accordi per istituire forme di valutazioni sotto il profilo degli sviluppi tecnologici e del grado d’innovatività competitive, in specifici ambiti territoriali o settoriali, il tutto anche per appoggiare interventi in favore dei progetti di ricerca e sviluppo promossi nell’ambito delle aree tecnologiche della celebrata e detta da tutti “Fabbrica intelligente”. 

Del capitolo casa, tra gli emendamenti approvati trova spazio la proroga fino a giugno 2022 del superbonus al 110% con la possibilità di avere sei mesi di tempo in più per finire i lavori, quindi fino a dicembre 2022. In particolare i condomini che a giugno 2022 hanno fatto il 60% dei lavori possono concludere entro il 31 dicembre 2022. Le unifamiliari e quelle con accesso autonomo devono chiudere i lavori a giugno 2022, mentre gli Iacp (case popolari) che a dicembre 2022 hanno completato il secondo stato di avanzamento dei lavori possono concludere entro giugno 2023. Via libera anche alle proroghe degli attuali bonus per la casa, dalla detrazione al 50% per la ristrutturazione all’ecobonus al 50-65%.

Novità per il bonus mobili, l’agevolazione per l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici il cui tetto di spesa sale da 10mila a 16 mila euro. Grande novità il bonus bagno per il risparmio idrico, un bonus di mille euro, da utilizzare entro il 31 dicembre 2021, per interventi di sostituzione di vasi sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto e di apparecchi di rubinetteria sanitaria, soffioni doccia e colonne doccia esistenti con nuovi apparecchi a limitazione di flusso d’acqua, su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o singole unità immobiliari. 

Certamente crediamo vivamente che altri provvedimenti nel corso del prossimo anno, in particolare quelli che riguardano la vita di ogni giorno, siano pensati a facilitare la famosa ripartenza che tutti vogliono, ma purtroppo quelli che ci dirigono vivono in uno stato di pericolosissima incertezza. Come al solito la nostra speranza è che tutto venga affrontato, in questo caso dal nostro Parlamento, in modo coerente, senza i soliti giochini e ripicche tra maggioranza (quella apparente, Renzi compreso) e minoranza anch’essa molto per così dire “lattiginosa”, in modo da creare una base di partenza per l’inizio di un nuovo corso da tutti auspicato. E altresì che le norme applicative siano approvate e capaci di favorire in fretta un normale svolgimento di un percorso, un iter adeguato al momento tragico da tutti noi vissuto. 

Concludiamo con una frase detta del filosofo Lao Tzu, vissuto molti secoli fa, un monito terribilmente attuale: «Quella che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo lo chiama farfalla».

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