Manuela Marrone, moglie Umberto Bossi/ “Se non ci fosse stata lei…”

- Emanuele Ambrosio

Chi è Manuela Marrone, moglie di Umberto Bossi e l’anima della Lega Nord anche se oggi ha preferito defilarsi dal partito movimentista

Manuela Marrone, moglie Umberto Bossi

Manuela Marrone è la moglie di Umberto Bossi, ma anche l’anima della Lega Nord. Nata a Milano da madre lombarda e padre siciliano, Manuela ha partecipato in modo attivo alla costruzione del partito movimentista, anche se poi ad un certo punto ha preferito defilarsi. Donna dal carattere riservato e discreto, Manuela è sempre stata accanto al marito mantenendo però un profilo basso, a volte anche invisibile. L’incontro con Umberto Bossi avviene nel 1982 durante una festa di Carnevale. In quel frangente lei insegnava presso il collegio delle suore di Sant’Ambrogio, mentre Bossi era già uno dei politici più famosi del paese. Pochi anni dopo il loro primo incontro anche Manuela comincia a dedicarsi alla carriera politica: cinque anni dopo, nel 1987, vince le elezioni a consigliere provinciale a Varese. Un’esperienza che è rimasta un unicum nella sua carriera, visto che ha preferito non ripetere, neppure quando si vociferava una sua possibile candidatura al Parlamento.

Manuela Marrone, non solo la moglie di Umberto Bossi

In pochi sanno che Manuela Marrone è stata l’anima della Lega Nord. Il movimento politico, infatti, è nato proprio in un monolocale di soli 40 metri quadri che condivideva con Umberto Bossi con cui ha convissuto fino alla nascita del partito. Poi il 12 gennaio del 1994 si sono sposati con un rito civile celebrato dal sindaco leghista Marco Formentini. Parlando della moglie, Umberto Bossi ha sempre speso parole di grande affetto e amore in particolare durante uno dei momenti più difficili della sua vita. Nel 2004, infatti, l’ex leader della Lega ha avuto un terribile ictus. “Se non ci fosse stata lei durante la mia malattia, non so come avrei fatto». Così Marrone ha deciso che la soluzione migliore fosse il ricovero in una clinica nel Ticino, ha studiato le cartelle cliniche e non ha mai dimenticato che c’era anche un partito da mandare avanti” ha dichiarato il Senatùr durante un’intervista rilasciata a Vanity Fair.



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