Marcell Jacobs “Usain Bolt si può battere”/ “Mio nonno mi chiamava ‘motoretta umana’”

- Alessandro Nidi

Marcell Jacobs, ai microfoni di Tg2 Post, ha parlato anche delle Olimpiadi di Tokyo 2020, dell’amicizia che lo lega a Gianmarco Tamberi e dei suoi tre figli

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Marcell Jacobs (Tg2 Post, 2022)

Marcell Jacobs, campione olimpico dei 100 metri ai Giochi di Tokyo 2020, è intervenuto in qualità di ospite ai microfoni della trasmissione di Rai Due “Tg2 Post”, andata in onda nella serata di sabato 11 giugno 2022. Impossibile, per l’azzurro, non parlare delle sue incredibili Olimpiadi in landa nipponica: “Sono arrivato lì al massimo della mia forza e della mia condizione fisica, con alle spalle un grande lavoro a livello mentale – ha asserito –. Questo è stato il mio punto di forza, che mi ha spinto a dare il 100 per 100. Fondamentali sono state la mia determinazione e la voglia di arrivare a questo momento, rammentando tutta la strada fatta per essere lì. Ho adattato la tecnica di corsa alle mie capacità e questa è stata la chiave che mi ha fatto scendere sotto i dieci secondi: la progressione è migliorata ulteriormente dopo avere imparato a gestire la partenza in modo diverso”.

Il 1° agosto 2021, dieci minuti prima che Marcell Jacobs compiesse la sua impresa, nel salto in alto ne realizzava un’altra, straordinaria, Gianmarco Tamberi: “Con lui siamo amici da tanti anni – ha spiegato il velocista –. Ricordo che mi infortunai prima delle Olimpiadi di Rio 2016 e la stessa cosa purtroppo accadde a lui. Peraltro, Gianmarco è stata l’unica persona che mi ha portato fuori a cena dopo i tre salti nulli che feci agli Europei di Glasgow 2019 quando gareggiavo nel salto in lungo. Ero il favorito quel giorno, fui eliminato”.

MARCELL JACOBS: “BOLT È SUPERABILE, PRIMA O POI QUALCUNO CE LA FARÀ A BATTERLO”

Sempre a “Tg2 Post”, Marcell Jacobs ha asserito che tutto ciò che è arrivato nella sua vita è stato utile, perché gli ha permesso di laurearsi campione olimpico: “Tutti gli aspetti negativi della vita privata e anche legati agli infortuni mi hanno consentito di arrivare fin qui e devo ringraziare mia mamma, che non mi lasciava andare in moto. Così, io mi mettevo a inseguirle di corsa, tanto che mio nonno mi chiamava ‘la motoretta umana‘, perché correvo tutto il giorno e, mentre lo facevo, imitavo anche il rumore della motocicletta”.

Il primato mondiale dei 100 metri piani appartiene al giamaicano Usain Bolt, che, secondo Marcell Jacobs, “è superabile. Magari non sarò io, ma credo che un giorno qualcuno riuscirà a batterlo”. Oltre alla compagna Nicole Daza, nell’esistenza di Marcell Jacobs ci sono i suoi tre figli: “Sono scatenati – ha dichiarato sorridendo –. Il primo, che ha 7 anni, è molto portato e dotato per l’atletica. Gli altri due sono più piccoli, ma ogni volta che arrivo dall’allenamento vogliono che mi metta con loro a provare la partenza”.





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