Marco D’Amore difende la serie “Gomorra”/ “Basterebbe conoscere i videogiochi…”

- Giulia Bertollini

Marco D’Amore è ospite di Mara Venier alla Festa di Natale per Telethon. L’attore, parlando delle critiche alla serie “Gomorra” ha fatto un paragone con i videogiochi che…

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Marco D'Amore (Foto: web)

Marco D’Amore è uno degli ospiti scelti da Mara Venier per il programma ‘Festa di Natale’. Lo show di Rai 1 sarà dedicato alla raccolta fondi per la Fondazione Telethon. Insieme a lui anche il collega Salvatore Esposito e i Gemelli di Guidonia. Proprio in questi giorni, Marco D’Amore è presente sul piccolo schermo con la stagione finale di Gomorra. La serie, che prende spunto dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano, lo vede interprete di uno dei personaggi più amati ed odiati dai telespettatori: Ciro Di Marzio. L’Immortale, questo il suo soprannome nella serie, ha certamente reso celebre ai più l’attore casertano, tanto che Marco è diventato anche regista della quarta e quinta stagione di Gomorra. Non solo, infatti l’attore si è guadagnato anche un Nastro d’Argento per ‘L’Immortale’, il film su Ciro Di Marzio diretto da lui stesso. Gomorra, insomma, lo ha consacrato e lui la difende spesso dalle piogge di critiche che a volte investono la serie: “Mi sembra immorale accusare Gomorra di provocare emulazione quando basterebbe conoscere i videogiochi con i quali passano il tempo i ragazzi. Videogiochi che raccontano solo di futuri distopici in cui devono ammazzare, sventrare e violentare, e si esaltano di questo”.

Questa sua dichiarazione ha fatto il giro dei social e in seguito l’attore ha cercato di spiegarsi: “Uno stralcio di intervista estrapolato da un discorso ampio sul tema emulazione diviene la mia personale dichiarazione di odio nei confronti dei videogiochi, rei di essere il male dei giovani. Ovviamente ho detto esattamente il contrario, ma si sa al giorno d’oggi un titolo e due righe sono sufficienti per far calare l’inesorabile mannaia del giudizio! Io ho asserito (come faccio da anni) che ogni tipo di esperienza narrativa contribuisce solo ad esorcizzare certi atti efferati e a prenderne le distanze. E per narrazione intendo quella televisiva, cinematografica oltre che quella scritta ed ovviamente quella virtuale. Tra l’altro l’esperienza virtuale comprende anche l’atto del gioco che è il primo strumento che abbiamo sin da bambini per codificare la realtà”. 

Marco D’Amore e Salvatore Esposito amici fuori dal set: “Quando gli autori…”

Marco D’Amore e Salvatore Esposito sono diventati grandi amici anche fuori dal set. Marco D’Amore in un’intervista a Rolling Stone ha dichiarato: “Io non so in quante altre esperienze televisive o cinematografiche sia successo che la chimica tra due attori abbia così radicalmente cambiato il corso della scrittura. Il personaggio di Genny al termine della prima stagione sarebbe dovuto morire. Ciro avrebbe dovuto avere un avvicinamento a Donna Imma. Quando gli autori hanno notato la scintilla che scoccava tra di noi quando andavamo in scena si sono riuniti e hanno cambiato la storia”. Sul suo personaggio Ciro Di Marzio e su tutto ciò che riguarda Gomorra 5 l’attore dice: “Per me più che un incontro è stato uno scontro, nella misura in cui Ciro, così come gli altri personaggi di Gomorra e la storia in sé, ti vengono sbattuti in faccia. E credo che sia giusto così perchè queste serie hanno rappresentato una sveglia”.

Marco D’Amore ha parlato soprattutto delle trasformazioni subite dal suo personaggio e del processo di cambiamento che ha attraversato, anche come attore. Come ha fatto a chiudere i conti con Ciro Di Marzio, un anti-eroe da detestare eppure così amato dai fan? “Gli ho tolto la bellezza. È stata la cosa migliore che potessi ottenere. Se metti vicine due immagini della prima e dell’ultima stagione il cambiamento è impressionante”, ha spiegato l’attore.





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