Marco D’Amore/ “Il cinema e il teatro sono necessari, aiutano il cuore”

- Emanuele Ambrosio

Marco D’Amore è tra gli ospiti de La musica che gira intorno, lo show di Fiorella Mannoia. Novità in arrivo per l’attore di Gomorra…

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Marco D'Amore

Marco D’Amore è tra gli ospiti de La musica che gira intorno, lo show di Fiorella Mannoia in onda venerdì 22 gennaio 2021. Novità in arrivo per l’attore di Gomorra che, dopo la pandemia, è tornato finalmente sul set della nuova stagione di Gomorra. “Dieci anni di vita, stiamo vivendo una grande emozione, siamo a metà percorso, le riprese andranno avanti fino a maggio” ha rivelato l’attore che ha debuttato anche dietro la macchina da presa con il film “L’Immortale” ispirato proprio al personaggio della serie. Sul ritorno sul set, l’attore ha precisato all’Ansa: “siamo controllati ogni giorno e ben attrezzati, sentiamo una grande responsabilità”.

Non solo, D’Amore ha sottolineato anche quanto manchi andare nelle sale cinematografiche a godersi un film: “ha una funzione emotiva che non ha pari, è mistica per me: ti ricordi la sala in cui sei stato per un film che ti ha colpito, quella con cui sei andato con il tuo amore e così via. Queste emozioni nessuna piattaforma te le può ridare perché il cinema, come il teatro, sono necessari, sono spazi di cui riappropriarsi perché aiutano il cuore e anche fanno campare tante persone, una filiera non indifferente e ora in grande sofferenza. Sono la potente risposta ai nostri istinti vitali, perché andare al cinema o a teatro comporta azioni precise, scelte, appuntamenti, volontà di vivere la socialità. Tutto questo con le piattaforme non esiste ma i due luoghi di fruizione si completano, uno non esclude l’altro”.

Marco D’Amore: “Non mi sono mai sentito un attore”

Marco D’Amore dopo il grandissimo successo di Gomorra come attore ha deciso di debuttare anche come regista del film “L’Immortale”. Un progetto importante che ha raccontato così: “il mio film sta dentro un progetto cominciato nel 2013 che si chiama Gomorra, all’interno del quale ho avuto grande libertà di manifestare la mia natura. Non mi sono mai sentito un attore, e questo lo hanno capito i registi e i produttori”. L’attore ha però precisato che questo film non è il suo debutto come regista precisando: “il mio esordio è precedente al film perché io ho diretto due puntate nella quarta stagione e quindi è lì che ho testato sul campo soprattutto le difficoltà di quel ruolo. Prima di quel debutto io avevo già raccontato L’immortale sia a Nicola Maccanico che a Riccardo Tozzi, ma non avevo pensato di fare la regia del film, perché non mi sentivo in grado”.

L’attore e regista non nasconde di aver sentito il peso e la difficoltà di un progetto così importante e del suo duplice ruolo, ma alla fine ad esortarlo a crederci sono stati proprio Nicola Maccanico e Riccardo Tozzi dicendogli “perché dovrebbe girarlo qualcun altro?”. A distanza di anni l’attore è contento di questa scelta: “il bilancio è sicuramente un’esperienza che mi ha cambiato drasticamente…”.

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