Marco Vannini, Appello bis/ “Ciontoli non voleva uccidere, sentenza sa di vendetta”

- Emanuela Longo

Nuova udienza del processo d’Appello bis sull’omicidio di Marco Vannini: parola alla difesa dei Ciontoli. “Sentenza sa di vendetta”

Marco Vannini
Marco Vannini, i genitori a Chi l'ha visto

Il processo d’Appello bis a carico dei Ciontoli per l’omicidio di Marco Vannini si avvia verso le sue battute finali. Oggi, infatti, è andata in scena l’udienza che precede la sentenza, nel corso della quale a prendere la parola è stata la difesa per le arringhe finali. A prendere la parola è stato l’avvocato Miroli, difensore di Antonio Ciontoli, il quale parlando del suo assistito, come riferisce AdnKronos, ha detto: “ha commesso sicuramente una cosa gravissima ma non voleva che Marco Vannini morisse, per questo non può essere condannato per omicidio volontario”. Dunque Antonio, padre di Martina Ciontoli, all’epoca fidanzata di Marco, “non voleva uccidere Marco Vannini, non voleva che morisse”. Il delitto si consumò proprio nell’abitazione della famiglia Ciontoli nella notte tra il 17 ed il 18 maggio 2015 a Ladispoli. La difesa ha poi chiesto il ripristino della condanna a 5 anni nei confronti di Antonio Ciontoli, autoaccusatosi dello sparo che ha poi ucciso Marco, per omicidio colposo aggravato dalla colpa cosciente. “Se si fosse confrontato con l’evento morte non avrebbe agito così come poi ha fatto. Trovarsi in una situazione di rischio e cercare di gestirla non significa accettare l’evento morte”, ha aggiunto in aula il legale spiegando che il capofamiglia Ciontoli ed il resto della famiglia pensava che Marco avesse una ferita al braccio ma non immaginava la gravità delle lesioni interne.

MARCO VANNINI, APPELLO BIS: ULTIMA PAROLA ALLA DIFESA DEI CIONTOLI

Se nella passata udienza sull’omicidio di Marco Vannini il pg Vincenzo Saveriano aveva chiesto di condannare a 14 anni di reclusione per omicidio volontario a carico dell’intera famiglia Ciontoli, oggi il legale Miroli ha chiesto l’assoluzione dei familiari di Ciontoli dal momento che la moglie ed i due figli, per la difesa, “non avevano consapevolezza della situazione: se ci fosse stato il sangue che usciva dalla ferita ne avrebbero avuta, ma non c’è stata fuoriuscita di sangue e l’emorragia purtroppo era solo interna”. Quindi ha chiesto in subordine per i familiari di Ciontoli, se verranno ritenuti colpevoli, la condanna per omissione di soccorso o per omicidio colposo o per favoreggiamento. Lo stesso avvocato Miroli, poi, come riferisce Fanpage.it ha posto l’accento della corte “sul rischio di mediatizzazione del processo. È una sentenza già scritta per accontentare gli italiani, sa di vendetta”. Secondo l’avvocato, i media avrebbero avuto sulla vicenda processuale “un’influenza fondamentale” e per questo sarebbe “un abominio giuridico condannare tutta la famiglia per omicidio volontario”.

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