Maria Elena Boschi/ “Governo rischia la rottura, no ai pieni poteri di Conte”

- Carmine Massimo Balsamo

Maria Elena Boschi pessimista sul futuro del Conte-bis: “Non è possibile che il premier sostituisca il governo con una task force”

maria elena boschi
Maria Elena Boschi e Luca Lotti, Pd (LaPresse, 2019)

Maria Elena Boschi in tackle sul premier Giuseppe Conte, il Governo rischia la crisi a stretto giro di posta. «Italia viva chiede, pubblicamente, un dibattito alla luce del sole. Il premier ha fatto un’intervista sabato per dire che aveva già deciso tutto, che si sarebbe creata una governance con trecento consulenti, che i progetti erano già stati predisposti con commissari in grado di avere poteri sostitutivi rispetto ai ministeri», ha spiegato l’esponente di Italia Viva in un’intervista rilasciata ai microfoni del Corriere della Sera, evidenziando che il Conte, esattamente come Salvini, non riceverà assolutamente i pieni poteri. E, come dicevamo, si rischia la rottura: «Spero di no, ma temo di sì. Non stiamo alzando i toni, noi: siamo in presenza di un fatto gravissimo. Non è possibile che il premier sostituisca il governo con una task force, i servizi segreti con una fondazione, le sedute parlamentari con le dirette Facebook. [..] Se il premier vuole rompere ci dispiace, ma faccia pure. Il richiamo alla responsabilità non può essere a senso unico».

MARIA ELENA BOSCHI: “”

Maria Elena Boschi e Italia Viva contestano il metodo utilizzato dal premier Conte, sottolineando i ritardi del Governo nell’elaborazione di un piano: «Noi siamo ancora fermi quando gli altri già stanno correndo sui progetti. Sblocchiamo le opere, liberiamo risorse, aiutiamo chi non ce la fa, puntiamo su istruzione e formazione anziché passare le settimane a distribuire prebende e incarichi». Italia Viva rilancia l’utilizzo del Mes«dire no ai soldi per la sanità pubblica in nome di un interesse ideologico è masochimo» – mentre l’ipotesi di un rimpasto di Governo è solo un ricordo, come aveva già sottolineato Matteo Renzi: «Avevamo suggerito a Conte un percorso per blindare la legislatura da qui al 2023, con una riorganizzazione e con il coinvolgimento dei migliori di tutti i partiti. La sua reazione è stata molto dura: Conte ritiene di avere i ministri migliori del mondo. Se è così non importa chiamare sei commissari per sostituirli e trecento consulenti, non trova? Quanto a noi, il rimpasto è un tema che non esiste più: se Conte pensa di avere i migliori del mondo, c’è da sperare che li faccia lavorare bene».



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