Maria Rita Gismondo/ “Allentare misure, cominciamo dalla scuola. La pillola Pfizer…”

- Carmine Massimo Balsamo

La virologa Maria Rita Gismondo sull’emergenza Covid: “Con Omicron non stiamo correndo pericoli troppo gravi in termini clinici”

maria rita gismondo
Atreju, Maria Rita Gismondo e Francesco Vaia al dibattito sul Covid (LaPresse, 2021)

Dal via libera alla pillola Pfizer alle misure di contrasto della pandemia, Maria Rita Gismondo a tutto tondo ai microfoni di Adnkronos. La virologa ha esordito parlando dell’antivirale Paxlovid, sottolineando che si tratta di «un’altra arma che mettiamo nel carniere delle terapie anti-Covid»: «Come si sta vedendo, abbiamo bisogno sempre di nuove armi perché le varianti di Sars-CoV-2 possono togliere efficacia a quelle in nostro possesso. Sta succedendo così per alcuni anticorpi monoclonali già disponibili che non rispondono a Omicron, così come al candidato farmaco italiano di Toscana Life Sciences».

A proposito del via libera arrivato dall’Agenzia europea per i medicinali, Maria Rita Gismondo ha rimarcato che bisogna correre più velocemente del virus: «Siccome non ci sarà forse mai un rimedio definitivo, dobbiamo adattare quelli che abbiamo alla sfida che il virus via via ci pone», l’analisi della direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano.

MARIA RITA GISMONDO: “ALLENTARE LE MISURE”

Come evidenziato in precedenza, Maria Rita Gismondo si è soffermata sulle misure introdotte dal governo per contrastare la pandemia. L’esperta ha messo in risalto che la situazione è in netto miglioramento e l’auspicio è che il quadro migliori sempre di più fino ad arrivare all’inizio di un fase di conclusione dell’emergenza epidemiologica: «Con Omicron non stiamo correndo pericoli troppo gravi in termini clinici e quindi sarebbe il caso allentare le misure». Maria Rita Gismondo inizierebbe dalla scuola: «Innanzitutto comincerei dalla scuola – le sue parole all’Adnkronos Salute – perché i genitori sono in grande confusione e perché si rischia, nella stessa famiglia, di avere figli che devono fare chi 5 giorni di quarantena, chi 10, chi può tornare in classe, con regole assolutamente non giustificate dalle caratteristiche attuali dell’infezione».







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