Maria Rita Parsi: “Squid game? Male e violenza in tv”/ “Bisogna educare i genitori”

- Alessandro Nidi

Maria Rita Parsi ha parlato della serie tv Squid Game e della programmazione televisiva in generale: “C’è troppa violenza e troppo male”

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Maria Rita Parsi (Unomattina in Famiglia, 2021)

Maria Rita Parsi, psicoterapeuta, è intervenuta in collegamento nel corso della trasmissione Unomattina in Famiglia, andata in scena nella mattinata di oggi, sabato 30 ottobre 2021, su Rai Uno. In un dialogo con il presentatore Tiberio Timperi sulla serie targata Netflix “Squid Game“, finita al centro di ampie polemiche per via dei suoi contenuti forti abbinati a una situazione psicologicamente “leggera” come quella del gioco (che dovrebbe invece rappresentare un porto sicuro per i più giovani), l’esperta ha dichiarato: “Non trascuriamo i 14enni e gli adolescenti, che sono come spugne e assorbono ogni cosa che vedono”, ha asserito.

“Se c’è qualcosa nelle famiglie, situazioni non per forza criminali, ma anche solo conflittuali, quelle immagini, vedendole ripetere, si arriva a considerarle normali – ha spiegato Parsi –. Guardate anche la programmazione tv: sui canali ci sono sempre e soltanto gli stessi argomenti, legati al male e alla violenza”.

MARIA RITA PARSI: “I GENITORI SONO BYPASSATI DAL VIRTUALE”

Nel prosieguo della sua analisi, Maria Rita Parsi ha evidenziato che ormai i genitori sono stati bypassati dal virtuale: “Quando si ha il telefonino in mano, tante cose vengono ricevute attraverso di esso, che diventa una fonte di apprendimento. Serve dunque la collaborazione di tutti… I genitori, gli insegnanti, gli educatori della comunicazione: non possiamo farne a meno! Serve la formazione”.

Parsi ha rimarcato: “Se sensibilizziamo la gente a capire che servono strumenti e una comunità educante che muova i suoi primi passi dalla famiglia, qualcosa forse lo otteniamo. Al momento non esiste una équipe medico-socio-psicopedagogica costante a scuola. Tutta la rete di assistenza, passando dalla scuola, può arrivare alla famiglia e vedere che cosa succede. Deve essere attivata quanto prima – e il ministro Bianchi si adopererà in tal senso – e consentire ai genitori di capire cose che magari a loro sfuggono”.



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