Maria Teresa Lavazza è morta/ L’impegno umanitario e la passione per il bridge

- Davide Giancristofaro Alberti

Maria Teresa Lavazza è morta oggi. La donna di grande carisma, oltre ad essere stata la moglie di Emilio Lavazza, era famosa per il suo attivismo sociale

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Lavazza, il logo della storica azienda di caffè

E’ morta oggi Maria Teresa Rey Lavazza. La donna, di origini torinesi, era la mamma di Giuseppe e Francesca Lavazza, nonché moglie dell’imprenditore Emilio Lavazza, scomparso nel 2010 e famoso per l’omonimo caffè da lui prodotto. Donna di grande carisma, ha speso gran parte della sua vita nella beneficenza come ricorda l’edizione online de La Stampa, soprattutto verso i bambini meno fortunati a cui ha dedicato un grande impegno e una profonda passione. Impegnata a lungo in attività sociali e umanitarie, è stata presidente dal 1997 dell’associazione “Adisco – Sezione Piemonte”, ottenendo importati risultati oltre ad aver contribuito in maniera significativa a promuovere la cultura della donazione del sangue cordonale, e aver favorito la ricerca scientifica attraverso l’uso delle cellule staminali per curare le malattie degenerative.

MARIA TERESA LAVAZZA E’ MORTA, VINSE LE OLIMPIADI DI BRIDGE

Fra i grandi progetti realizzati dall’associazione, la realizzazione nel 2013 del reparto Day Hospital di Oncoematologia Pediatrica presso l’Ospedale Infantile Regina Margheritta. Successivamente, a maggio del 2016, era stato inagurato il reparto “L’Isola di Margherita”, dedicato alle cure palliative per i bambini affetti da malattie rare, sempre nello stesso nosocomio torinese. Due anni più tardi aveva invece tagliato il nastro del pronto soccorso dell’ospedale e poi, a novembre del 2018, era stata rinnovata la Degenza di Oncoematologia Pediatrica. Maria Teresa Rey era anche una grandissima appassionata di carte ed in particolare di bridge. Nel 1980, a riguardo, aveva creato il Team Lavazza di cui era capitana e con il quale aveva vinto diversi tornei di grande prestigio in tutto il mondo. A riguardo era stata nominata nel 2000 dalla FIGB, la Federazione italiana gioco bridge, commissario tecnico e capitano della nazionale open che quell’anno partecipò alle olimpiadi di Maastricht vinte proprio dagli azzurri. “Il bridge – ricordava sempre la stessa Maria Teresa Rey Lavazza – non è una questione di fortuna ma di intelligenza”. Così Cirio, presidente del Piemonte: “È un giorno triste per il Piemonte. La nostra regione e l’Italia perdono una donna speciale, a cui dobbiamo molto”.

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