MARINO BARTOLETTI/ “Voglio vincere il tumore e andare a Medjugorje”

- Paolo Oggioni

Marino Bartoletti racconta la sua lotta contro il tumore, ma non perde di vista i suoi obiettivi professionali, tra cui il Premio Bancarella con il suo ultimo libro

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Marino Bartoletti

Marino Bartoletti, uno dei volti principali del giornalismo sportivo italiano, ha confessato il suo dramma personale, un altro ostacolo che la vita gli ha posto davanti, dopo la tragica scomparsa della moglie, avvenuta per un incidente domestico nel 2016. Un anno fa, dopo una visita di routine, gli è stato diagnosticato un tumore. Da quel momento, si sono succeduti sei mesi di terapie e due mesi di radioterapia per sconfiggere il male che lo ha colpito all’età di 71 anni. Oggi, dopo un anno, il peggio sembra essere passato e Bartoletti può guardare al futuro con uno spirito diverso. Curato presso l’Ospedale di Bologna, il popolare giornalista vuole ringraziare i medici e gli infermieri che lo hanno seguito durante la malattia e vuole mandare l’ormai consueto messaggio sulla prevenzione che, ancora in pochi ascoltano, convinti che la malattia possa colpire sempre gli altri e mai sé stessi. Oggi Bartoletti si dice pronto a vivere un’estate di rinascita, circondato dalle sue splendide nipoti e con l’Europeo a fare da sottofondo alle sue serate.

Ma di recente ha raccontato di come si sia affidato alla Madonna: “Ho un rapporto particolare con la fede. Ho tanti motivi per dubitare, ma faccio miei piccoli percorsi mentali e ci sono suggestioni che mi appassionano. Così è accaduto in momenti dolorosi. Vorrei andare a Medjugorje, quello sì. Negli ultimi mesi, sarà stata anche l’anagrafe, mi sono confrontato da laico con un’ intimità che avevo trascurato, rimosso”, racconta a La Verità. Nell’intervista ha parlato anche dei virologi: “Di alcuni virologi ed esperti vari abbiamo avuto la netta sensazione stessero più in tv che al lavoro. L’esibizione televisiva di tante cose incoerenti, davanti a una popolazione smarrita, non mi ha fatto amare particolarmente la categoria. Sì, ci siamo divisi tra guelfi e ghibellini ma questo non ci ha fatto bene. I social non hanno aiutato, e poi gli italiani sono giurati di Sanremo, geologi o ingegneri esperti a seconda del momento. La tv, in ogni caso, non ha dato il meglio di sé”.

Bartoletti: “Sogno il premio Bancarella”

“Sono un agonista competitivo – dice Marino Bartoletti – e sono onorato che il mio libro sia stato scelto nella sestina da cui uscirà vincitore il premio Bancarella”. La Cena degli Dei, sua ultima fatica letteraria, infatti contenderà il premio ad altre cinque opere. È il racconto di una fantastica cena in Paradiso insieme a grandi personaggi della storia, della politica, dello spettacolo e dello sport, il tutto sotto gli occhi compiaciuti del Grande Vecchio titolare, il Dio che Bartoletti si immagina in un rapporto con l’Aldilà che descrive come ricco di speranza, nonostante un suo scetticismo latente, anche se l’esperienza della malattia lo ha fatto riflettere molto sul tema delle fede, con un viaggio a Medjugorje tra gli obiettivi futuri da realizzare.

Un giornalista che ha raccontato Olimpiadi, Mondiali di Calcio, Festival di Sanremo che ha rivoluzionato la televisione con un programma seguitissimo come “Quelli che il calcio”, che guarda al presente con gli occhi un po’ malinconici di chi ha vissuto grandi emozioni che, forse, non torneranno più. I social e un certo tipo di televisione sensazionalistica hanno imbarbarito la società e un uomo come lui, che ha sempre fatto della calma e dell’educazione le sue peculiarità, spesso si ritrova come un pesce fuor d’acqua e si rifugia nella scrittura per esprimere ancora la sua visione magica della realtà.

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