Mario Draghi, la Roma nel cuore/ Cresciuto con Losi e rapito da Falcao “Ma Totti…”

- Davide Giancristofaro Alberti

Mario Draghi, prossimo Premier d’Italia, è un tifoso doc della Roma. Noto il suo amore per Totti: “Il migliore della sua generazione”

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Francesco Totti, ex capitano Roma - LaPresse

La politica e l’economia prima di tutto, ma c’è anche lo sport, a cominciare dalla Roma, nel cuore di Mario Draghi. Il futuro premier, così come il suo ormai predecessore, Giuseppe Conte, ha il cuore giallorosso da una vita, cresciuto con Giacomo Losi e Manfredini, passando poi per la magica Roma di Falcao e Giuseppe Giannini, e arrivando all’immortale Francesco Totti, quello che Mario Draghi considera il migliore di sempre.

Non si tratta di una “sparata” ma di un retroscena che era stato svelato più o meno quattro anni fa, a dicembre del 2016, da parte del quotidiano spagnolo El Pais; fra un argomento finanziario e un altro, l’allora numero uno della Banca Centrale Europea dichiarò al giornalista Xavier Vidal-Folch: “Messi? Che fuoriclasse. Se dovessi scegliere tra il Capitano o il Principe? Ah, Giannini, che giocatore. Ma Totti è il migliore della sua generazione. Un talento unico. Un filosofo del calcio! Forse il più grande nella storia della Roma”.

MARIO DRAGHI DALLA ROMA AL BASKET PASSANDO PER PIRLO…

Tanta Roma e tanto calcio nella vita di Mario Draghi, ma il primo amore, quello che non si scorda mai, fu il basket, innamorato di Bill Bradley, campione olimpico con gli Stati Uniti nel 1964, e stella dei New York Knicks poi Hall of Fame. Un nome noto anche in Italia in quanto a fine anni ’60 giocò anche a Milano, laureandosi campione d’Europa con la “Simmenthal”. Tra l’altro Draghi non era solo uno spettatore in quanto il basket lo praticava e i vecchi compagni del liceo, fra cui anche un certo Luca Cordero di Montezemolo, lo ricordano dotato di “un bel tiro”. E se si parla di un bel tiro, anche se di un’altra disciplina, non si può non menzionare Andrea Pirlo. Nel 2012 il giornalista del New York Times, Roger Cohen, paragonò l’allora numero uno della Banca d’Italia proprio all’attuale allenatore della Juventus, fresco di grande Europeo con l’Italia di Ct Prandelli: “Un maestro della verticalizzazione, un fantasista che colpisce gli intransigenti banchieri della Bundesbank con eccezionale precisione”.



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