Martin Blachier (epidemiologo)/ “Covid esploso all’improvviso forse per il freddo”

- Carmine Massimo Balsamo

L’epidemiologo transalpino Martin Blachier sul ritorno di fiamma del coronavirus: “Ancora non capiamo come sia potuto succedere”

Martin Blachier
(BFM TV)

«Il virus è improvvisamente esploso. Ancora non capiamo come sia potuto succedere»: non usa tanti giri di parole Martin Blachier per commentare questa seconda ondata di pandemia che sta colpendo duramente l’Europa, a partire da Francia, Spagna e Italia. L’epidemiologo transalpino ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Repubblica ed ha spiegato che il balzo del virus è stato registrato a partire dal 4 ottobre, sia in Francia che negli altri Paesi Ue. E Blachier ha una possibile motivazione: «La curva epidemica sale in modo contrario e simmetrico rispetto a quella dell’abbassamento delle temperature. Tra il 29 settembre e il 1° ottobre c’è stato una forte perturbazione, con pioggia e freddo. E dopo pochi giorni abbiamo visto l’impennata dei contagi. C’è stato un dibattito scientifico sul fatto che fosse o meno un virus stagionale, ora non ci sono più dubbi».

L’EPIDEMIOLOGO MARTIN BLACHIER: “CI ASPETTA UN INVERNO DURISSIMO”

Martin Blachier ha spiegato che i modelli matematici facevano proiezioni in base al rispetto delle diverse protezioni e con l’aumento di restrizioni, ma tutto è cambiato con l’arrivo del freddo: si sono semplicemente accorti «che non funzionava più niente per arginare l’onda». L’epidemiologo ha messo in risalto che erano già stati registrati segnali che il Covid-19 fosse più forte negli ambienti freddi: «Ricordiamoci il caso dei mattatoi. In autunno la vita sociale si trasferisce in ambienti chiusi. Inoltre, il sistema immunitario si indebolisce. Abbiamo una miriade di ipotesi che puntano nella stessa direzione: ci aspetta un inverno durissimo». E per Blachier è necessario avviarsi verso una chiusura totale: «È un’illusione pensare di controllare l’epidemia con restrizioni come chiusura di bar e ristoranti o il coprifuoco. L’unica scelta è come fare il lockdown, su chi concentrare gli sforzi. Dovremmo avere il coraggio di prendere decisioni difficili, mettere in una bolla la popolazione tra i 60 e gli 80 anni. Ma pochi governi vogliono farlo, è un suicidio politico e con un enorme impatto elettorale».

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