“Mascherine e distanziamento non bastano”/ Lo studio “Saliva nell’aria per 15 minuti”

- Davide Giancristofaro Alberti

Un importante studio realizzato da più realtà, ha messo in guardia la popolazione dall’utilizzo di mascherine e distanziamento come unico strumento anti-contagio

mascherine per bimbo
(LaPresse, 2020)

Diversi studi sul coronavirus, hanno evidenziato come le note misure di contenimento del virus, leggasi in particolare il distanziamento fra persone e l’uso delle mascherine all’aperto e al chiuso, non bastino per preservarci dal contagio. Come spiega IlGiornale.it, sembra infatti che le evidenze scientifiche su cui si basano questi assunti, siano vecchie di decenni, e diversi gruppi di ricerca hanno di fatto “sbugiardato” queste “credenze”. La base di partenza è che mascherine e distanziamento servano, ma non possono bastare da soli a salvarci, e servono ben altri comportamenti per evitare di essere infetti. Le goccioline di saliva, il famoso droplet, può infatti passare oltre i dispositivi di protezione individuali, raggiungendo diversi metri; inoltre, possono restare nell’aria più di quanto si creda. Nel dettaglio, come spiegato dall’International Journal of Multiphase Flow, lo studio ha coinvolto TU Wien (Università di tecnologia Vienna), l’Università della Florida, la Sorbona di Parigi, la Clarkson University (Usa) e il Mit di Boston, una particella di 10 micrometri, può rimanere nell’aria per 15 minuti prima di cadere a terra.

“MASCHERINE E DISTANZIAMENTO NON BASTANO, PRINCIPI “VECCHI”

A firmare l’importante lavoro di ricerca è stato l’italiano Alfredo Soldati dell’Istituto di meccanica dei fluidi e trasferimento di calore presso la TU Wien: “La nostra comprensione della propagazione delle goccioline – le parole riportate da IlGiornale.it – accettata in tutto il mondo, si basa su misurazioni degli anni ’30 e ’40 del secolo scorso. A quel tempo, i metodi di misurazione non erano buoni come oggi, sospettiamo che non fosse possibile misurare in modo affidabile le goccioline particolarmente piccole”. Soldati ha aggiunto: “Anche quando la gocciolina d’acqua è evaporata, rimane una particella di aerosol, che può contenere il virus. Ciò consente ai virus di diffondersi su distanze di diversi metri e rimanere nell’aria per lungo tempo”. Si pensi ad esempio a cosa comporti tale situazione in un’ascensore, dove magari in precedenza è salito un infetto. “Le mascherine sono utili perché bloccano le goccioline di grandi dimensioni – conclude Soldati – e va bene anche mantenere una distanza. Ma i nostri risultati mostrano che nessuna di queste misure può fornire una protezione garantita”.

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