Massimiliano Salini/ “A Roma il Centrodestra dovrebbe candidare Giorgia Meloni”

- Carmine Massimo Balsamo

L’azzurro Massimiliano Salini a Quarta Repubblica: “Federazione di Centrodestra? Lega e FI stanno intraprendendo un percorso comune ed è nei fatti”

massimiliano salini
(Quarta Repubblica)

Prosegue il dibattito all’interno del Centrodestra in vista delle elezioni amministrative, Massimiliano Salini ha le idee chiare. Intervenuto ai microfoni di Quarta Repubblica, l’esponente di Forza Italia ha commentato così il voto nella Capitale: «Il candidato per Roma a mio avviso ci sarebbe. Uscendo dalla logica dei sondaggi, su cui anche un po’ il Centrodestra si sta corrodendo al suo interno, il candidato ce l’abbiamo ed è Giorgia Meloni. Lei guida un partito che in questo momento costituisce la notizia per tutti, ma la costituisce nei sondaggi e non nella realtà».

Massimiliano Salini ha poi aggiunto: «Andiamo a vedere la realtà di quei voti che per me ci sono, candidiamo il personaggio più rappresentativo di FdI in modo che la capitale d’Italia possa essere guidata da una persona autorevole, dentro una coalizione altrettanto autorevole: così ci saremmo liberati del dubbio».

MASSIMILIANO SALINI: “LEGA-FI, INTRAPRESO PERCORSO COMUNE”

Nel corso del suo intervento, Massimiliano Salini ha poi ironizzato sul possibile candidato alle Comunali a Milano: «Così mi sta tirando un po’ per la giacchetta (ride, ndr). Potrei rispondere di candidare Salvini, a quel punto avremo la possibilità di costruire il futuro del Centrodestra attraverso una persona che ho visto pochi giorni fa e che mi ha stupito per brillantezza e lucidità, si chiama Silvio Berlusconi». L’azzurro si è poi soffermato sull’ipotesi Federazione di Centrodestra: «In questo momento Lega e FI stanno insieme al governo e hanno deciso di intraprendere un percorso che vede queste due forze compatte e unite, determinate a dare una speranza all’Italia in un momento difficile». Massimiliano Salini ha poi rimarcato: «Lega e FI stanno intraprendendo un percorso comune ed è nei fatti. Il problema non è stabilire se essere favorevoli o contrari. Si tratta di governarlo in maniera intelligente: se i messaggi sono quelli di sempre, il rischio è quello di deludere gli elettori. Il primo punto è un’agenda politica interessante e moderna».



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