Massimo Blasoni, truffa residenze anziani e minori/ Nuovi guai per l’ex Forza Italia

- Silvana Palazzo

Massimo Blasoni, chi è l’imprenditore arrestato per la maxi truffa delle case di riposo e residenze per minori. Nuovi guai per l’ex Forza Italia. Le ultime notizie sull’inchiesta

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Massimo Blasoni, presidente della holding Sereni Orizzonti, è tra le persone arrestate per una truffa alla sanità. Il colosso delle residenze per anziani e minori, che detiene 35 strutture in Piemonte, è accusata di aver percepito illegalmente contributi pubblici per oltre 10 milioni di euro. Dalle indagini è emerso che avrebbero presentato alle aziende sanitarie false rendicontazioni su standard quantitativi e qualitativi dei servizi. L’inchiesta ha portato all’arresto di otto persone, tra cui l’imprenditore Massimo Blasoni. L’ordinanza del giudice Mariarosa Persico racconta la realtà nascosta da questa truffa milionaria. Come riportato da Repubblica, parla di personale sottopagato e obbligato a sopportare condizioni di lavoro disumane. Ma anche di anziani e adolescenti mantenuti con la regola del massimo risparmio possibile. In una conversazione tra la coordinatrice della comunità per minori Dafne e l’indagata Laura Spera si racconta ad esempio che Massimo Blasoni stava causando seri problemi anche alla gestione della Comunità per minori con la riduzione di costi imposta. E quindi non era neppure possibile garantire il giusto nutrimento ai ragazzi. «Io ho i ragazzi che sono tutti calati di peso perché mi danno un budget di 36 euro a settimana per sfamare 10 adolescenti», ha detto la coordinatrice della comunità nella conversazione registrata del 18 giugno scorso.

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MASSIMO BLASONI, TRUFFA ALLA SANITÀ: NUOVI GUAI PER L’EX FORZA ITALIA

Massimo Blasoni, coinvolto nell’inchiesta per truffa alla sanità, comunque non è nuovo a problemi con la giustizia. L’elenco lo fa il Fatto Quotidiano. Nel 1996 fu condannato per esercizio abusivo della professione: si era spacciato per consulente del lavoro e patteggiò. Nel 1999 fu condannato a un anno e 9 mesi di reclusione, con patteggiamento e sospensione della pena, per bancarotta fraudolenta, falso in bilancio, evasione fiscale, appropriazione indebita, corruzione aggravata. Tutti reati commessi dal 1991 al 1996. Nel 2004 patteggiò sei mesi di carcere, sostituiti da un’ammenda di 6.800 euro per delitto colposo di danno e violazione delle regole relative agli infortuni sul lavoro. In quel periodo cominciò la sua carriera politica con Forza Italia. Fu eletto consigliere regionale dal 2003 al 2008, poi per il Pdl dal 2008 al 2013. Nel dicembre scorso invece è stato assolto nell’inchiesta sulle spese pazze in Regione. Il sistema di frode è stato scoperto con una verifica fiscale della Guardia di Finanza di Udine. Le Fiamme Gialle si erano accorte di alcune anomalie nella rendicontazione degli oneri alle Aziende sanitarie e nel comparto dell’assistenza agli ospiti delle residenze per anziani e comunità di minori.

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