Massimo Bossetti “ignorato e calpestato”/ “Sull’orlo del precipizio: non mi arrendo”

- Emanuela Longo

Massimo Bossetti scrive dal carcere dopo il “no” della Corte d’Assise di Bergamo all’accesso ai reperti: “Ignorato, calpestato e abbandonato”

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Lettera Massimo Bossetti, Iceberg

Le ultime notizie di Massimo Bossetti avrebbero a che fare con una denuncia ai magistrati di Bergamo per depistaggio. Dopo l’ennesimo “no” da parte della Corte d’Assise di Bergamo che ha impedito al muratore condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio di accedere ai reperti, lo stesso ha scritto dal carcere una lettera indirizzata alla trasmissione Iceberg e nella quale ha affidato il suo nuovo sfogo. Bosetti continua a definirsi innocente e disperato in carcere senza che gli venga data la possibilità di cercare delle prove per dimostrare la sua innocenza. Nella missiva Massimo Bossetti scrive: “C’è un qualcuno, un qualcosa che si sente non considerato, ignorato, calpestato. Abbandonato […] Vorrei tanto che qualcuno si interfacciasse e mi spiegasse di come io possa nel potermi difendere se non mi vengono date le giuste cause per poterlo fare, chiudendomi sempre più tutte le possibili porte”.

Bossetti precisa che “in tutto questo tempo non ho mai preteso nè voluto di essere assolto ma ho sempre a gran voce gridato che mi venisse data la ripetizione di questo benedetto, sacrosanto esame scientifico. Affinchè, con certezza assoluta, io possa garantire l’esatto contrario di quanto vergognosamente continuano a volermi ingiustamente attribuire”. Bossetti nella lettera ha poi puntato il dito contro la giustizia che, dice, “non solo mi ha completamente rovinato la vita ma mi ha pure strappato e portato via quasi tutto di caro mi tenevo al mio fianco e, non altro, continua ancor più nel logorarmi un cuore già fin troppo stremato e spezzato dalle tante battaglie”.

MASSIMO BOSSETTI, LA NUOVA LETTERA DAL CARCERE

Massimo Bossetti nella lunga lettera a Iceberg si è detto “come in cima sull’orlo di un precipizio”, senza ormai alcuna certezza. Nonostante tutto però l’uomo ammette di non aver ancora perso la speranza ed anzi di non volersi arrendere gridando con tutta la voce che ha “affinchè qualcuno mi possa finalmente considerare”. E questo perchè in lui sussiste la consapevolezza di essere innocente. Dopo il no all’analisi dei reperti, l’avvocato Claudio Salvagni è andato in carcere dal suo assistito per comunicargli la notizia. “Queste parole riassumono perfettamente lo stato di un uomo disperato perchè dietro le sbarre c’è pur sempre un uomo. E non è giustizia quella che nega ad un uomo di difendersi”, ha commentato in studio. L’avvocato, oltre a parlare di anomalie ha anche spiegato che Bossetti è solo un uomo che intende difendersi ma che gli viene negato. Dopo il suo lavoro, Salvagni ha ammesso: “Faccio molta fatica a credere nella giustizia ma ci devo credere fino in fondo perchè questa è la mia professione che faccio con passione e convinzione. Bossetti? Anche lui deve crederci, è l’unica speranza che ha”.



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