GALLI “ATTESA IMPENNATA CASI VARIANTE INGLESE”/ “Evento previsto ma corsa al giallo”

- Davide Giancristofaro Alberti

Il professor Massimo Galli preoccupato per la variante inglese: “attesa impennata dei casi”, evento non inatteso ma “corsa al colore giallo”

massimo galli
(Oggi è un altro giorno)

Massimo Galli, medico del Sacco di Milano, non è molto ottimista in merito alle varianti Covid, prevedendo una imminente impennata dei casi. Lo ha riferito lui stesso intervenendo all’Agi. In toni critici, l’esperto Galli ha commentato nelle passate ore: “Ci aspettiamo numerosi casi di variante inglese, ma non è un evento inatteso. E nonostante questo abbiamo assistito a una corsa al colore giallo”. Il direttore del dipartimento di Malattie infettive del Sacco di Milano ha commentato i dati dell’indagine a campione di ministero della Salute e Iss ed ha detto la sua sulla variante inglese, sempre più dilagante, asserendo: “diventerà probabilmente uno degli elementi dominanti di gran parte delle nuove infezioni”.

Sempre Galli, parlando del timore varianti all’Agi, nei giorni scorsi aveva spiegato che per non farci “cogliere impreparati è necessario attivare un sistema funzionante e puntuale per la rilevazione dei fenomeni quando accadono”. Secondo l’esperto diventa importante procedere su due fronti: “quello dei possibili focolai e quello delle campionature”. L’auspicio dell’esperto è quello che ogni Regione possa “effettuare un certo numero di analisi settimanali per ottenere una campionatura rappresentativa a livello nazionale delle alterazioni che si presentano”. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

MASSIMO GALLI, CONSIGLIO AL GOVERNO MARIO DRAGHI

Il professor Massimo Galli dell’ospedale Sacco di Milano in collegamento con il programma Oggi è un altro giorno. La conduttrice Serena Bortone ha chiesto al prof cosa si aspetta dal nuovo governo Mario Draghi e questi ha replicato: “La capacità di produrre la campagna vaccinale in maniera rapida ed efficiente, e di riuscire a coniugare gli interventi di mitigazione che saranno necessari con una gestione dei rapporti e degli intenti delle varie regioni, diversa e più efficiente rispetto a quanto visto in questo periodo”.

Sulla campagna vaccinale e l’autonomia richiesta dalle Regioni, Galli commenta: “Credo che sia fondamentale centralizzare i criteri e i metodi di base della campagna vaccinale, dopo di che se nelle articolazioni locali è possibile usare al meglio le condizioni e le modalità che possano meglio rendere il risultato perseguibile non vedo perchè no. La contrapposizione di modi e metodi invece non va bene”. Sulle varianti del covid Galli si dice preoccupato: “Sono preoccupato indubbiamente, ultimamente non faccio che essere preoccupato e continuo a dire che le misure di mitigazione non sono sufficienti, non sono tali da metterci al sicuro”.

MASSIMO GALLI: “PREOCCUPATO DALLA VARIANTE INGLESE”

Il mio ospedale confina con il comune di Bollate – ha proseguito – dove c’è stata questa epidemia di variante inglese in una scuola e il mio ospedale ha già parecchia variante inglese tra i ricoverati, come succede a Brescia e in altre parti d’Italia. È un evento atteso, la prima ricostruzione della presenza della variante inglese risale al settembre scorso, lei vuole che questa variante non sia stata capace di saltare la Manica e di diffondersi in Italia? I vaccini pare non siano messi in discussione, forse in minima efficienza, ma non è un dato certo. Sulla sudafricana vi sono dati non confortantissimi su alcuni vaccini, mentre sulla brasiliana non vi è ancora nulla di definito”. Cosa consiglia al governo Draghi Galli? “Io consiglierei di vaccinare molto e di identificare in maniera più forte le varie varianti nelle regioni”. Si parla quindi dei medici che non intendono vaccinarsi: “Un medico che non vuole vaccinarsi non è facile da affrontare in quanto ha una posizione ideologica impermeabile al buon senso e alla validità dei dati scientifici. Non si possono comunque confondere quelli che non vogliono vaccinarsi perchè si sono già infettati, e che hanno ragion in quanto non ha senso vaccinare ora chi l’infezione l’ha già fatta, con quelli che invece rifiutano genericamente di vaccinarsi: se non riusciamo a distinguere questi due gruppi aiutiamo i no vax, un medico che non si vaccina non è idoneo alla mansione”.



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