Massimo Galli “Non affollate cimiteri”/ “State a casa, morti ricordiamoli nel cuore”

- Davide Giancristofaro Alberti

Il primario del Sacco di Milano, Massimo Galli, si appella via Twitter: “Non uscite di casa, non andate al cimitero”. Le sue parole

Massimo Galli
Professor Massimo Galli, direttore rianimazione Ospedale Sacco Milano (LaPresse, 2020)

Appello del primario dell’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, docente all’università degli Studi meneghini, di restare a casa. Attraverso la propria pagina Twitter il noto virologo ha scritto:
“La situazione è sempre più preoccupante. In questo fine settimana state il più possibile a casa e limitate gli incontri anche con familiari ed amici allo stretto indispensabile. I nostri morti ricordiamoli nel cuore e nella mente e non affollando i cimiteri”. Parole che Massimo Galli ha proferito alla luce del weekend di Halloween e della festa di Ognissanti, giornate che potrebbero indurre le persone a spostarsi di più, magari per incontrare parenti, ma soprattutto, come spiegato dallo stesso, ad affollare i cimiteri. Ma il nuovo record di casa di ieri, più di 31mila, non permette di vivere alla leggera, di conseguenza, dopo Pasqua e Pasquetta, toccherà saltare anche i Santi. Il luminare del Sacco era uscito allo scoperto anche nella giornata di ieri, e sempre attraverso la propria pagina Twitter aveva comunicato la sua assenza dalla televisione a partire dalla prossima settimana.

MASSIMO GALLI DA’ FORFEIT ALLA TV: “DOVRO’ MANCARE PER 7 GIORNI”

Massimo Galli è infatti spesso e volentieri ospite in collegamento di trasmissioni tv, programmi quotidiani, mattinieri e serali, talk show politici, vista la sua autorevolezza, ma per i sette giorni che verranno lo stesso latiterà: “Dovrò declinare gli inviti a partecipare a trasmissioni televisive per almeno una settimana – cinguetta Massimo Galli sulla propria pagina – da lunedì 2 novembre in poi. Il motivo? La situazione non mi lascia più margini di tempo e ho una quantità di cose urgenti di cui dovermi occupare”. Negli scorsi giorni, precisamente giovedì, era stato ospite del programma di Rai 3, Agorà, e in quell’occasione aveva aggiornato la situazione dell’ospedale Sacco: “Ci sono 19 pazienti intubati, 47 persone in Cpap su 300 ricoverati ed eravamo già arrivati ad aver riempito tutto quello che avevamo ulteriormente aperto. L’ospedale a oggi ha attivato oltre 300 letti per il ricovero Covid. Abbiamo già riconvertito di tutto e di più. L’ortopedia non è più un’ortopedia, ma è un reparto Covid per capirci”.

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