Massimo Troisi: malattia e com’è morto/ L’attore affetto da febbre reumatica e…

- Emanuele Ambrosio

Massimo Troisi: la malattia e com’è morto il grandissimo attore napoletano regista di capolavori come il film “Il postino”

L’attore Massimo Troisi
L’attore Massimo Troisi

Massimo Troisi: la malattia e com’è morto il grandissimo attore e regista napoletano. A soli 41 anni l’attore e regista de Il postino è morto il 4 giugno del 1994 dodici ore dopo aver terminato le riprese di quel film tanto amato che gli ha permesso di arrivare fino ad Hollywood. L’attore si è spento nella casa della sorella Annamaria ad Ostia per un attacco cardiaco conseguente alla febbre reumatica. Sin da bambino, infatti, Massimo è affetto da febbre reumatica che gli causa una gravissima degenerazione della valvola mitrale.

Da ragazzino vola in America, per la precisione ad Houston, dove viene operato al cuore. Parlando proprio della sua infanzia l’attore dichiara: “ricordo che rimanevo a letto, avevo 14, 15 anni e lucidamente, quasi come un adulto, sentivo che di là, in cucina, si stava parlando del mio problema, di cosa fare”. Quel problema al cuore però non viene mai risolto del tutto.

Massimo Troisi, causa della morte: fatale attacco cardiaco

Durante la lavorazione del film “Il postino”, Massimo Troisi si fa visitare nello stesso ospedale dove si era sottoposto all’intervento molti anni prima e scopre di doversi operare di urgenza per il deterioramento delle valvole di titanio. Un’operazione aggravata anche da un infarto da cui l’attore viene salvato. La degenza però è molto lunga: più di un mese e mezzo di ospedale e il consiglio di sottoporsi ad un trapianto. L’attore però prima di sottoporsi al trapianto decide di concludere le riprese del film “Il postino” a cui teneva tantissimo e che voleva girare con il suo cuore. Durante le riprese del film la situazione si fa sempre più difficile con Massimo Troisi che viene rimpiazzato da diverse controfigure. L’artista si spegne a soli 41 anni 12 ore la fine delle riprese del film per un attacco cardiaco. Tra le sue citazioni più belle vogliamo ricordare: “io devo tutto a quel mondo, al mio paese, San Giorgio a Cremano, 5 km da Napoli. Laggiù ho imparato cos’era la disoccupazione, ma anche a non rassegnarmi. Ho imparato a parlare, a fare ‘o teatro’ e non mi pare di essere cambiato molto da allora”.



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