Matilde Gioli/ “La serie lancia un messaggio di speranza” (Doc, nelle tue mani)

- Emanuele Ambrosio

Matilde Gioli interpreta Giulia in “Doc – Nelle tue mani”, la nuova fiction di Raiuno: ” è un medico molto in gamba, seria e concentrata”

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Matilde Gioli

Matilde Gioli è una delle protagoniste di “Doc – Nelle tue mani“, la nuova fiction con Luca Argentero in partenza da giovedì 26 marzo 2020 in prima serata su Raiuno. La giovane attrice, lanciata da Paolo Virzì, nella fiction interpreta il ruolo di Giulia, l’assistente preferita dal primario. Un ruolo che la stessa attrice ha raccontato così dalle pagine di Tv Sorrisi e Canzoni: “è l’assistente preferita dal primario interpretato da Luca Argentero. Al di là del fatto che i due abbiano un rapporto che va oltre il lavoro, Giulia è un medico molto in gamba, seria e concentrata. Però è una scienziata poco empatica, le manca un po’ la parte umana con i pazienti”. Un ruolo che ha visto Matilde calarsi nei panni di un personaggio non facile e non sono mancate le difficoltà come raccontato dalla stessa attrice: “ammetto che è stato più complicato diventare un tipo freddo e poco empatico che interpretare un medico. È stato più lo sforzo di far finta di essere così distante dal mio carattere. Io sono sempre di buon umore e quando ho momenti di cattivo umore cerco di farmeli passare in fretta. Quando mi hanno proposto questo ruolo sono impazzita di gioia. Io volevo fare il medico sin da piccola. Dopo le superiori ho fatto pure il test per entrare alla Facoltà di Medicina, mi sarebbe piaciuto fare neurochirurgia. Non l’ho superato e così mi sono iscritta a Filosofia. Volevo studiare le neuroscienze, arrivare al cervello da un’altra strada”.

Matilde Gioli scoperta da Paolo Virzì

La grande occasione di Matilde Gioli è arrivata qualche anno fa quando Paolo Virzì la sceglie per il film “Il capitale umano”. Un ruolo che arriva così all’improvviso mentre frequentava la facoltà di Filosofia. “In quel momento non ero particolarmente preoccupata, per me era come un gioco. Quando dovevo fare un esame all’università ero molto più agitata. Non perché mancassi di rispetto o fossi una sbruffona, ma non avevo capito cosa significasse quel provino. Forse la mia leggerezza è stata vincente” ha raccontato l’attrice che grazie a quel ruolo è diventata una delle giovani promesse del cinema italiano. Dopo quel film Matilde ha continuato a lavorare con Virzì e poi ha studiato con dei coach, ma nulla di così “impegnativo”: “niente scuole perché non ho avuto il tempo. Ho trovato dei coach sui vari set, ma sommandole tutte avrò fatto sì e no otto ore di scuola di recitazione in sette anni. Per un corso come si deve bisogna prendersi almeno sei mesi” ha detto a Tv Sorrisi e Canzoni.

Matilde Gioli: “Diego Abatantuono è un amico”

Il successo de “Il Capitale Umano” ha trasformato Matilde Gioli in una delle attrici più richiesti del panorama italiano. Poco dopo ha lavorato con grandi registi e attori italiani, anche se c’è uno a cui è legata più di tutti. Si tratta di Diego Abatantuono con cui ha lavorato nel film “Belli di papà”: “interpretavo la figlia ed è diventato un amico, abbiamo girato per un paio di mesi in Puglia, con Andrea Pisani e Francesco Facchinetti. È stata una bella combinazione di persone, gioiose e di buon umore”. C’è un’altra persona però ad avere avuto un ruolo importante nella sua formazione artistica e si tratta di Francesco Scianna: “non ci ho lavorato ma siamo amici da tempo: “Non giudicare mai il tuo personaggio”. Spesso ci capita di interpretare personaggi che magari nella vita non ci starebbero sim- patici, però dobbiamo astenerci dal giu- dicarli e quindi farli al meglio”. Dopo tanto cinema è arrivato il momento anche di spaziare e recitare in una delle serie più attese dell’anno “Doc – Nelle tue mani” su cui ha rivelato: “questa è una serie che lancia un messaggio di speranza. Fa vedere che chi lavora in un ospedale dà sempre il massimo per salvare le persone. C’è una scena in cui, da medici, chiamiamo la morte “la st***za”, perché il nostro credo è fare di tutto perché nessun paziente muoia. Anche questo è un modo di raccontare ciò che accade in questi giorni”.



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