Matone “Sacrificio Tiziana Cantone non è stato vano”/ “Suicidio? Mi sembra difficile”

- Emanuela Longo

Giallo Tiziana Cantone, parla il magistrato Simonetta Matone che non crede all’ipotesi del suicidio: “Mi sembra molto difficile”

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Simonetta Matone, Porta a Porta

Il giallo di Tiziana Cantone è stato affrontato anche nell’ultima puntata di Porta a Porta dopo la ripresa del caso, a distanza di cinque anni. La procura di Napoli adesso indaga per omicidio contro ignoti e per questo ha disposto la riesumazione del corpo. In studio, oltre alla madre della vittima 31enne anche il magistrato Simonetta Matone. La signora Maria Teresa Giglio ha spiegato per quale ragione avrebbe deciso di rivolgersi a degli specialisti americani: “Mi sono stati presentati da persone celebri che conosciamo benissimo, quindi attraverso queste persone ho avuto i primi contatti con i consulenti americani e si sono offerti ad aiutarmi in questo caso disperato”. La donna non è mai stata convinta che la figlia si sia suicidata: “Si stava riprendendo grazie al mio aiuto ed al mio sostegno”. Due giorni prima aveva ordinato un bracciale da consegnare 15 giorni dopo. Ma perché allora avrebbero ucciso Tiziana? “I moventi sono tantissimi. Ho scoperto in seguito alla sua morte, c’era una memory card portata via con sè in cui erano raccolti video e foto con le facce dei partecipanti. Come mai non sono stati tutti escussi?”.

Ad intervenire sul caso è stata anche Simonetta Matone che ha spiegato come mai, a suo dire, nessuno si sia accorto per cinque anni della presenza di due Dna maschili sul foulard usato dalla donna per uccidersi. Il magistrato ha prima voluto fare una premessa: “Il sacrificio di Tiziana, sotto un certo profilo non è stato inutile perchè ha dato luogo alla legge sul revenge porn. Fino a chè non ci siamo scontrati con questa realtà che poi apparentemente ha provocato un suicidio, noi eravamo senza legge. Non può consolare la madre ma può mettere un po’ tranquilli quelli che sono i futuri destinatari di questa norma”.

IL MAGISTRATO SIMONETTA MATONE COMMENTA IL CASO TIZIANA CANTONE

Riferendosi al caso di Tiziana Cantone, il magistrato Simonetta Matone ha aggiunto: “Siamo circondati da casi di sottovalutazione”. A tal proposito ha citato la vicenda di Denise Pipitone e le attuali indagini a 17 anni dalla vicenda. Tornando ai due dna maschili ha proseguito: “Si può essere portati fuori strada dal fatto che questa ragazza è stata vittima di qualcosa di gravissimo perchè essere fatti oggetti della diffusione di questi video, della parcelizzazione di questi video tra un numero infinito di utenti può legittimamente far sospettare che quel soggetto si sia tolto la vita”. Il magistrato si è detta molto vicina alla madre della vittima, ribadendo tutto ciò che Tiziana avrebbe fatto e che allontana dall’idea di un progetto suicidiario. “La cosa singolare di questa vicenda è che non aveva la madre contro ma dalla sua parte, perchè le vittime solitamente sono sole. Ma cosa devo dire? Purtroppo il suicidio può anche essere il gesto di un momento ma nel caso di questa donna mi sembra molto difficile”, ha aggiunto.

La chiave adesso potrebbe essere trovata proprio nell’appartenenza del dna rinvenuto sulla sciarpa. Gli investigatori non sarebbero stati in grado di risalire al contenuto del cellulare perchè non conoscevano il pin: “Mi si saranno bloccati 100 telefoni e mi sono sempre stati sbloccati”, ha aggiunto. Cosa si può trovare sul corpo riesumato di Tiziana Cantone? “Sinceramente non lo so”, ha commentato la Matone, “perchè è passato tanto tempo. Potrebbero trovarsi tracce di qualcosa di tossico che le è stato fatto assumere. Si è stati fuorviati dalla vicenda che precedeva il presunto suicidio ovvero il bombardamento subito da questa ragazza in maniera indegna”.

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