Matteo Bassetti: “Big Pharma guadagna sui ricoveri”/ “No vax non hanno capito nulla”

- Alessandro Nidi

Matteo Bassetti rivela: “Un 50enne ricoverato in rianimazione costa tra i 50 e i 70mila euro, somministrare un vaccino comporta un esborso di 15 euro…”  

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Matteo Bassetti (Coffee Break, 2021)

Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie Infettive presso l’ospedale policlinico “San Martino” di Genova, è intervenuto nella mattinata di oggi, giovedì 19 agosto 2021, ai microfoni della trasmissione di La 7 “Coffee Break”, per parlare, immancabilmente, di Coronavirus. Subito, l’esperto ligure ha dichiarato: “Qualcuno pensa che la risposta al virus siano le fantomatiche cure domiciliari o le bacche ed è un errore farne argomento politico. I no-vax non hanno capito, però, che Big Pharma guadagna di più sui ricoveri. Un cinquantenne in rianimazione costa tra i 50 e i 70mila euro, una dose di vaccino 15 euro”.

Ecco dunque che con una semplice frase, Bassetti smonta le teorie complottistiche emerse in questi mesi e tutti i discorsi dietrologici collegati alle vaccinazioni contro il SARS-CoV-2, aggiungendo, inoltre, quanto segue: “Facciamo molto più l’interesse di Big Pharma a mandare la gente in ospedale che non a somministrarle le due dosi di siero. Quelli di Big Pharma sono gli stessi che producono i ventilatori polmonari, gli antibiotici, i tubi per intubare in rianimazione e così via… Oggi, per un Paese, il vaccino è costo-efficacia: investi 15 euro prevenendo dei ricoveri che costerebbero migliaia di euro”.

MATTEO BASSETTI: “NON POSSIAMO PERMETTERCI UNA NUOVA ONDATA DI RICOVERI IN AUTUNNO”

Nel prosieguo del suo intervento in collegamento audiovisivo con il programma di La 7 “Coffee Break”, Bassetti ha aggiunto che il nostro Paese non è in grado di permettersi una seconda ondata di ricoveri nel mese di ottobre e di avere nuovamente uno scenario catastrofico, con gli ospedali che scoppiano. “Ci sono persone con problemi cardiologici, malati oncologici, malati di diabete, dei quali ci stiamo ora parzialmente occupando – ha aggiunto –. Non possiamo permettere in autunno di dedicarci esclusivamente ai pazienti Covid. Qui la politica deve intervenire e deve avere una voce unica: se ci sarà il 20% di non vaccinati, bisognerà introdurre l’obbligo”.

Insomma, la partita vera si è giocata quest’estate e si sta tuttora giocando: se non si raggiungerà almeno l’80% degli italiani vaccinati, la strada si farà tutta in salita nei mesi venturi.

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