Matteo Bassetti: “No alla zona gialla”/ “Se iniziamo ora, a ottobre saremo bordeaux”

- Alessandro Nidi

Matteo Bassetti si dice contrario al ritorno alle fasce colorate in Italia e lancia l’ennesimo appello: “Saranno dolori in autunno per i no vax”

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Matteo Bassetti (Stasera Italia, 2021)

Matteo Bassetti, noto infettivologo del policlinico San Martino di Genova, è intervenuto in qualità di ospite e in collegamento audiovisivo nel corso della puntata di venerdì 16 luglio 2021 della trasmissione “Stasera Italia”, in onda su Rete 4. Immancabilmente, la sua scienza medica è servita per fare il punto della situazione sulla pandemia di Coronavirus e, soprattutto, sulla diffusione della variante Delta: “I contagi – ha annunciato Bassetti – continueranno a crescere in Italia come già sta succedendo in Inghilterra, ma non cresceranno le ospedalizzazioni e i decessi”.

Un’affermazione che il professore ha voluto fare per sottolineare che non è al momento ipotizzabile il ritorno in zona gialla di alcune regioni dello Stivale da lunedì 26 luglio: “Non possiamo affrontare la fase attuale della pandemia con le stesse restrizioni di marzo e aprile. Oggi dobbiamo mettere in cima alle statistiche di interesse il numero di ospedalizzati e le persone vaccinate: è con questi due parametri che possiamo decidere eventualmente quali colori assegnare alle regioni. Se dalla prossima settimana torniamo in zona gialla, a ottobre allora saremo viola e bordeaux”.

MATTEO BASSETTI: “I POLITICI DOVREBBERO ESSERE I PRIMI A VACCINARSI, PER DARE L’ESEMPIO”

Nel prosieguo del suo intervento a “Stasera Italia”, Matteo Bassetti ha evidenziato come il Green Pass sia uno strumento utile a evitare nuove chiusure e non soltanto a consentire l’accesso in sicurezza delle persone ai grandi eventi. Ad oggi, infatti, il 60% degli italiani ha ricevuto una dose di vaccino e, secondo i calcoli dell’esperto, si arriverà all’autunno con questa percentuale aumentata di 5-8 punti. Di conseguenza, un terzo della popolazione italiana sarà scoperto dalla vaccinazione in autunno: “Dobbiamo convincere gli scettici con gli argomenti della scienza – ha ammonito Bassetti –. Se qualcuno, però, non vorrà vaccinarsi, non si venga poi a dire a ottobre che i medici non avevano avvertito tutti. Noi cureremo chiunque, vaccinati e no vax, ma poi non si dica che la scienza in estate non fosse tutta unanimemente dalla parte dei vaccini”.

Il professor Bassetti ha successivamente evidenziato che nel suo reparto a Genova da tre mesi non si registra il ricovero di un vaccinato con due dosi e gli unici decessi avvenuti hanno riguardato solamente i non vaccinati. “Sono dell’idea che i politici dovevano essere i primi a vaccinarsi, così da dare l’esempio ed evitare di alimentare lo scetticismo nella popolazione”, ha aggiunto, prima di dire che si evince con nitidezza la necessità di investire maggiormente nel rapporto tra medicina di territorio e la medicina ospedaliera, in quanto “il virus ha messo a nudo una situazione che evidentemente non era ben strutturata. La miglior terapia, ad oggi, è quella di andare a visitare i pazienti a casa e fare utilizzo degli anticorpi monoclonali”.

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