Matteo Bassetti/ “Pasqua? I ristoranti andavano aperti, grazie al clima mite…”

- Davide Giancristofaro Alberti

Matteo Bassetti è sicuro che a Pasqua si potevano tenere i ristoranti aperti: “Col clima mite si mangiava fuori”

matteo bassetti
Prof. Matteo Bassetti, San Matteo Genova (profilo Facebook)

Il professor Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino, nonché membro della task force anti covid Liguria, storce il naso di fronte al lockdown di Pasqua. Secondo lo stesso, infatti, si sarebbe potuto tenere aperti i ristoranti a pranzo, sfruttando il caldo e la possibilità di mangiare all’aperto: “Ho già espresso il mio dissenso nei confronti di questa modalità – le sue parole riportate dal sito di Skytg24 – che ripercorre gli stessi errori commessi con la prevenzione durante il periodo natalizio. Sarebbe molto più efficace uno sguardo alle singole realtà provinciali, o addirittura comunali, non possiamo continuare a considerare l’Italia intera come un’unica zona”.

Quindi Bassetti ha aggiunto e ribadito: “Non condivido queste modalità di approccio sarebbe stato molto meglio dare indicazioni legate al buon senso, adattando le diverse situazioni alla condizione delle curve nelle singole zone regionali o comunali”.

BASSETTI: “VACCINI? NON CE NE E’ UNO MEGLIO DELL’ALTRO”

Poi Bassetti si concentra sui ristoranti: “Quest’anno abbiamo una Pasqua alta, quindi con temperature calde, vedersi all’aperto sarebbe stato possibile, con le dovute precauzioni, magari anche nei ristoranti che avrebbero potuto offrire la possibilità di mangiare fuori. In questo modo è inevitabile che crollino le adesioni alle indicazioni”. Quello dei ristoranti è un tema decisamente caldo anche perchè il settore è sul piede di guerra visto che il premier Draghi ha fatto sapere che fino al primo maggio non ci saranno più zone gialle, a meno di una netta inversione di tendenza dei casi. Bassetti è stato successivamente interpellato anche da scuolainforma.it sui vaccini, sottolineando come sia sbagliato dire che un siero è meglio di un altro: “Oggi non è più il momento di dire ‘quello è peggio del mio’. Guardiamo ai vaccini come a un’unica entità cerchiamo di evitare questa differenziazione, vaccino di serie A o vaccino di serie B, vaccino sicuro o vaccino non sicuro. I vaccini sono quelli approvati: se sono stati approvati e se è stato ribadito che i benefici superano i rischi, vuol dire che sono tutti uguali. Evitiamo di fare questa differenziazione”.



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