“Matteo Renzi ha bloccato Rocco Casalino su WhatsApp”/ Retroscena su crisi di governo

- Silvana Palazzo

Matteo Renzi ha bloccato Rocco Casalino su WhatsApp? Il retroscena sul portavoce del premier Giuseppe Conte e sulla crisi di governo

facci casalino
Rocco Casalino, portavoce di Conte e capo della comunicazione di Palazzo Chigi (LaPresse)

Matteo Renzi ha bloccato Rocco Casalino su WhatsApp per impedirgli di comunicare con lui? Emerge anche questo retroscena nelle ore di crisi di governo. La battaglia politica si combatte evidentemente anche sui social, evidenziando delle sostanziali differenze in merito a come viene affrontata la crisi di governo rispetto alle manovre tipiche della Prima Repubblica. Il retroscena comunque è stato svelato da Il Messaggero, secondo cui avrebbe deciso di bloccare le comunicazioni col portavoce del premier Giuseppe Conte. Ciò, peraltro, la dice lunga sullo stato dei rapporti tra Italia Viva e Palazzo Chigi. Del resto, Casalino non era stato tenero nei confronti di Renzi nelle recenti ricostruzioni giornalistiche. «Se andiamo in Senato lo asfaltiamo, come successo con Salvini», avrebbe detto Rocco Casalino, secondo quanto riportato da Repubblica. Poche ore dopo è arrivata la smentita di Palazzo Chigi, ma i retroscena non si sono placati. Tra l’altro si starebbe dando da fare, secondo Il Messaggero.

RENZI VS CONTE, IL RETROSCENA SU CASALINO

Proprio per questo Matteo Renzi avrebbe deciso di bloccare Rocco Casalino su WhatsApp. «Renzi per difendersi dalla sua onnipresenza ha bloccato il contatto di Casalino sullo smartphone», scrive Il Messaggero. Attività frenetiche, dunque, a Palazzo Chigi, dove ormai si usano forme di comunicazione più moderne rispetto al passato. E così WhatsApp ha sostituito molti altri canali usati precedentemente. Ma il portavoce del premier Giuseppe Conte non aveva evidentemente considerato il fatto di poter essere bloccato per interrompere il flusso dei suoi messaggi. Quello è il canale che, ad esempio, usa per diffondere le veline più disparate, non solo per deputati e senatori, ma anche per i giornalisti. «Veline su veline, a volte disperate, a volte minacciose, da parte del portavoce che gioca in prima persona, il tutto per perfezionare la metamorfosi da ex divo del reality a smaliziato apprendista della realpolitik», ha scritto Mario Ajello sulle colonne del quotidiano capitolino.

© RIPRODUZIONE RISERVATA