Matteo Renzi/ “Rimpiango non aver lasciato subito dopo il referendum”

- Carmine Massimo Balsamo

Matteo Renzi a tutto tondo al Corriere della Sera, le sue parole sul rapporto con Berlusconi: “Mi disse che ero davvero l’erede che avrebbe voluto”

matteo renzi
Matteo Renzi (LaPresse)

Matteo Renzi senza filtri nella lunga intervista rilasciata ai microfoni del Corriere della Sera. Il leader di Italia Viva si è raccontato a 360° nel dialogo con Tommaso Labate, rivelando rimpianti e qualche retroscena. Senza mezze misure, Renzi ha affermato di sentirsi un uomo fortunato – «ho fatto il presidente del Consiglio a trentanove anni, ho realizzato riforme che hanno portato un cambiamento nella società, nell’economia, nel lavoro, nei diritti civili, che forse saranno più apprezzate ora di quanto non lo siano state in passato» – anche se non sono mancati “fallimenti” nel corso della sua carriera politica. E un rammarico c’è: «Non essermi levato di torno, e per sempre, subito dopo la sconfitta al referendum. Avevo tre offerte di lavoro dagli Usa, avevo già optato per una. Poi tutto lo stato maggiore del Pd mi convinse che la legislatura si sarebbe interrotta qualche mese dopo e che avremmo votato in primavera, con me alla guida di un partito che aveva ancora il 35 per cento».

MATTEO RENZI: “ECCO COSA MI DISSE BERLUSCONI”

Matteo Renzi ha poi spiegato che il renzismo non è morto al referendum, bensì dopo, a causa di liti su alleanze e alchimie, o ancora su ius soli e immigrazione. Ma una cosa è chiara: il senatore di Rignano non rinnega niente, anzi, non perde l’occasione per ricordare meriti e vittorie. Nella lunga intervista al Corriere, Matteo Renzi è poi tornato sulla fine del Patto del Nazareno, legata all’elezione del capo dello Stato, rivelando un interessa retroscena sul suo rapporto con Silvio Berlusconi: «Io facevo il presidente della Provincia, stesso palazzo. Mi vuole conoscere, vado giù, mi vede e mi fa: “Ma uno come lei, con la sua immagine, dove va vestito con questo completo marrone?” Anni dopo mi avrebbe detto: “Tu sei davvero l’erede che avrei voluto, sono pronto a darti il 50 per cento delle mie realtà”. E Luca Lotti, milanista: “Se c’è anche il Milan se ne può parlare…”».

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