Maturità 2019, esame di stato/ Bussetti: “Assolutamente vietati smartphone e shorts”

- Dario D'Angelo

Per la maturità 2019 il ministro Bussetti fissa dei paletti su smartphone e abbigliamento da tenere in classe

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Maturità 2019 (LaPresse)

Meno di una settimana e prenderanno il via gli esami di maturità 2019, a chiusura dei cinque anni di superiori. Il prossimo 19 giugno toccherà alla ben nota prima prova, è in queste ore che ci separano dal via del test finale, è partita la caccia al tema della prova suddetta. Quale sarà l’argomento scelto dal ministero per il buon vecchio tema? Difficile dare una risposta certa ora come ora, ma secondo i colleghi sempre ben informati di studenti.it, non è da escludere che alla fine si possa ipotizzare un anniversario importante, come ad esempio il 50esimo anno dello sbarco sulla Luna, avvenuto nel 1969, o i 100 anni della nascita di Primo Levi, il famoso autore deportato nei campi di concentramento di “Se questo è un uomo”. In attesa di conoscere quali saranno le tracce ufficiali del Miur, nelle scorse ore è uscito allo scoperto il ministro dell’istruzione, Marco Bussetti, che intervistato da Geppi Cucciari, su Radio1, ha ricordato alcuni divieti per l’esame di maturità in arrivo: «E’ assolutamente vietato portare i telefoni con sé, se si viene sorpresi con uno smartphone, si viene espulsi». Se qualcuno vorrà fare il furbo, poi, la scuola verrà isolata dalla rete, di conseguenza non sarà possibile accedere al web in qualunque modo. Bussetti ha consigliato anche come vestirsi per il grande giorno: «Come consiglierei di vestirsi alla maturità? In modo comodo. Ai maschi suggerirei di indossare una camicia di cotone, visto il caldo». Assolutamente vietati invece gli shorts, i famosi pantaloncini cortissimi tanto in voga in questi anni fra le ragazze, anche più giovani, nonché le infradito. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

MATURITÀ 2019, ESAME DI STATO

L’esame di Stato è alle porte, cresce l’ansia per la Maturità 2019. E giungono importanti novità, come rivelato dal ministro dell’Istruzione Marco Bussetti a Un giorno da pecora: «Le tracce per la maturità? Sono tutte pronte e ne ho anche aggiunta una ieri. Mi sono detto perché ‘non proporre anche una cosa di questo tipo’, mi è venuta in mente alle 5.30 di mattino ma ci riflettevo già da qualche tempo. Resterà tra quelle definitive? Diciamo di sì, è probabile». Prosegue l’esponente della Lega: «Quante sono le tracce attualmente esistenti? In totale dodici, e alla fine dovranno esserne scelte sette. A deciderle sarò io, da solo, perché è necessario mantenere la completa segretezza». Una battuta, infine, sullo studio la notte prima degli esami: «A volte succede che prepari un esame, studi 500 pagine e all’ultimo momento ti viene voglia di guardare un capitolo. E magari ti chiedono proprio questo: a me è successo diverso volte. A volte succede». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

MATURITA’ 2019, TOTO-NOMI PER LA PRIMA VOLTA

Maturità 2019 ormai dietro l’angolo per migliaia di studenti che si accingono ad affrontare un Esame di Stato rinnovato e dunque pieno di insidie. Ci sono però alcuni interrogativi che non sono cambiati nel corso degli anni. Per esempio: quale sarà la scelta del Miur rispetto alla prima prova di italiano. Nel 2017 e nel 2018 gli autori selezionati lasciarono a bocca aperta i maturandi, che molto sorprendentemente si trovarono a dover analizzare due “outsider”: rispettivamente una poesia di Giorgio Caproni e un romanzo dello scrittore Giorgio Bassani. La sensazione più diffusa in ambienti scolastici è quella per cui quest’anno possa andare in scena un “ritorno ai classici”. Gli indizi in questo senso sono molti: in primis il fatto che il Miur per le simulazioni nazionali di prima prova degli scorsi mesi abbia Giovanni Pascoli, Elsa Morante, Luigi Pirandello e Eugenio Montale. Ecco perché non è ipotesi peregrina ritenere che manterrà tale orientamento anche per la prima prova di Maturità 2019 in programma il prossimo 19 giugno.

MATURITA’ 2019: GLI INDIZI SU UN RITORNO AI CLASSICI

C’è poi un altro aspetto da tenere in considerazione e che lascia pensare che alla prima prova della Maturità 2019 gli studenti si trovino a dover affrontare brani di autori “classici”, nel senso di già studiati o oggetto delle letture estive. La nuova riforma dell’Esame di Stato prevede infatti che l’analisi del testo riguardi due autori anziché uno: il comune sentire, dunque, è che la scelta ricada su due personalità appartenenti a periodi diversi, una magari dell’800 e una del ‘900 più contemporanea. Come se non bastasse, ecco le parole di Luca Serianni, a capo della commissione di esperti Miur incaricata di preparare le tracce della prima prova per la Maturità. Il linguista, in diversi interventi negli scorsi mesi, ha detto che sarà possibile trovare anche le opere dagli autori di fine ‘800. Il consiglio? Ripassate Carducci, Verga o D’Annunzio? Potrebbe essere il loro anno.

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