Maturità 2022, Bianchi: “Tracce bellissime”/ “Prove scritte necessarie. Mascherine…”

- Silvana Palazzo

Maturità 2022, il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi: “Tracce? Sono tutte bellissime e il ritorno delle prove scritte è necessario. Mascherine? Un atto di rispetto”

Patrizio Bianchi
Patrizio Bianchi, Ministro Istruzione (LaPresse, 2021)

Le tracce della Maturità 2022 sono pronte. La conferma arriva dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, che nell’intervista a Skuola.net ha parlato dell’esame di Stato quasi alle porte. «Le tracce ci sono, io le so. Ma non dico nulla. Le tracce sono tutte bellissime». Alla luce di ciò, ha dato qualche consiglio agli studenti che devono affrontare gli esami: «Avrete modo di mettervi lì e di ragionarci su. Ma prendetele anche con entusiasmo: la maturità è un passaggio che vi ricorderete tutta la vita ma probabilmente vi dimenticherete le tracce».

Quel che ci si ricorda è altro: «Però vi ricorderete che siete insieme e questa è la cosa più bella di tutte». A proposito della Maturità, Patrizio Bianchi ha aggiunto: «È importante perché è una stazione di passaggio». Il ritorno delle prove scritte è un punto fermo per il ministro, non un capriccio. «Bisogna misurarsi con il foglio. Ti obbliga a strutturare un pensiero e a cercare le parole per dirlo». Gli scritti, inoltre, non hanno una funzione «ispettiva».

MATURITÀ 2022, BIANCHI SU SCRITTI E MASCHERINE…

Gli scritti hanno invece quella «di dare compimento a un percorso, e quindi come tale è da vivere con grande attenzione». Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi a Skuola.net ha commentato anche la decisione del Tar del Lazio, che ha confermato il mantenimento delle mascherine per gli studenti, anche durante le prove di Maturità 2022. Le polemiche non si placano, c’è infatti chi le considera inutili, invece per Patrizio Bianchi i dispositivi di protezione sono una forma di rispetto. «Quando l’anno scorso abbiamo deciso di tornare tutti in presenza a scuola, abbiamo fatto un patto, cioè usare una grande attenzione non solo nei nostri confronti, ma anche verso compagni, docenti e collaboratori scolastici». Dunque, per il ministro Bianchi la mascherina è «l’emblema di questa attenzione», pertanto va «vista come un atto di rispetto e attenzione verso chi abbiamo vicino. Non deve essere visto come imposizione, ma come un atto collettivo di chi sta insieme e decide di tutelarsi reciprocamente». Ma sulle mascherine è scontro con i presidi: «Decidano i commissari se si possono togliere alla prova orale», ha dichiarato il ministro. La replica dei dirigenti scolastici: «Sia il governo a chiarire se utilizzarle».







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