Maturità 2022, come sarà l’esame di Stato?/ Ipotesi maxi-orale e scritto di italiano

- Alessandro Nidi

Maturità 2022, novità sull’esame di Stato: come sarà? Si va verso la soluzione del maxi-orale (con elaborato) accompagnato da uno scritto di italiano

Maturità, esame orale
Esame di Maturità in epoca Covid: il colloquio orale (LaPresse)

Maturità 2022, come sarà? L’esame di Stato si avvicina a piccoli passi e iniziano pertanto a circolare le prime indiscrezioni circa le modalità che gli studenti candidati saranno chiamati a fronteggiare nel mese di giugno. In particolare, stando alle indiscrezioni delle ultime ore e all’ipotesi formulata dal presidente dell’Anp Roma, Mario Rusconi, si potrebbe andare verso una situazione che, in aggiunta al maxi-orale con elaborato a cui abbiamo assistito negli ultimi due anni (contrassegnati pesantemente dalla pandemia di Coronavirus), contemplerebbe anche lo svolgimento di uno scritto di italiano

Proprio il sopra menzionato Rusconi, intervenuto sull’argomento ai microfoni dell’agenzia di stampa Adnkronos, ha asserito: “Sperando che si riesca a fare il più possibile didattica in classe, anche se la Dad non deve essere considerata il male assoluto. Penso che sia giusto considerare la precarietà di questi ultimi tre anni di vita scolastica, per cui suggerirei magari soltanto la prova scritta di italiano, così che i ragazzi possano esprimere i propri stati d’animo e le proprie sensazioni”.

MATURITÀ 2022: SICURO L’ESAME ORALE, PROBABILMENTE ANCORA ACCOMPAGNATO DALL’ELABORATO

In riferimento all’esame di maturità 2022, Rusconi ha dichiarato ancora all’Adnkronos che l’eventuale scritto di italiano dovrà essere accompagnato “da un esame orale, così come quello dello scorso anno, partendo da un elaborato preparato dai singoli studenti su argomenti indicati dai loro insegnanti curriculari”.

Per quanto concerne invece la formazione e la composizione delle commissioni esaminatrici, a giudizio del dirigente, proprio come avvenuto già nel 2021 “possono essere composte dai docenti curriculari con la presenza del presidente di commissione esterno. Del resto, un docente che ha avuto uno studente in classe per due, tre, quattro o cinque anni certamente lo conoscerà bene e saprà valutarlo nel suo complesso… Lo fa quotidianamente durante le sue lezioni, quindi…”.







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